Buio rivoluzione

Buio rivoluzione
Maggio 2008. Maurizio Lupo, agente dell'Antiterrorismo italiano temporaneamente sospeso dall'incarico per contrasti con i suoi superiori è in 'vacanza' in Sardegna, nei luoghi che anni prima lo avevano visto felice assieme alla sua compagna, prima del fallimento della loro storia d'amore. Qui Lupo assiste casualmente all'agguato teso da un gruppo di terroristi alla figlia di John Clier, ex Primo Ministro della Gran Bretagna. La ragazza sta facendo footing assieme alla sua guardia del corpo (alla quale la lega una tenera amicizia, si scoprirà in seguito) quando due uomini scesi da una macchina in corsa freddano l'uomo a colpi d'arma da fuoco prima che possa anche solo abbozzare una reazione e prelevano la ragazza di forza, dileguandosi a tutta velocità. Le autorità italiane precipitano nel panico quando arriva una rivendicazione a firma Brigate Rosse: i terroristi sono tornati, sono a quanto pare in grado di colpire obiettivi sensibili e pretendono 4 milioni di euro per liberare l'ostaggio. Lupo, guardato con sospetto dal commissario Tirelli, incaricato delle indagini, conquista invece Clier e l'agente speciale di Scotland Yard Steve Coe, che lo coinvolgono nella caccia al commando delle BR. Le indagini si presentano da subito difficilissime, ma a quanto pare nel disegno delle BR c'è una crepa...
Thriller fantapolitico? Poliziesco? Romanzo di denuncia sociale e civile? Il romanzo d'esordio del campano Valerio Lucarelli è tutto questo, e nessuna di queste cose al tempo stesso. Sembra quasi che il plot qui sia un pretesto per affondare la lama nel racconto degli ultimi anni italiani, degli eventi a cavallo tra 2000 e 2001 che sono poi culminati nei tragici scontri del G8 di Genova: la tesi di Lucarelli - peraltro largamente condivisibile - è che tali eventi abbiano rappresentato per il Movimento un vulnus paragonabile alle scelte politiche del PCI che negli anni '60 venivano definite 'tradimento dei valori della Resistenza' e che diedero origine ai primi progetti di insurrezione armata da sinistra nel nostro Paese. Che scelta rimane a chi vuole con tutto se stesso cambiare il mondo se tutti gli spazi d'espressione sono sistematicamente sbarrati a colpi di manganello e propaganda e i referenti politici istituzionali sembrano occupati solo a gestire il quotidiano, senza nessun progetto coraggioso a lungo termine? Una domanda alla quale rispondere è tutt'altro che facile, e anche questo libro del resto non fornisce ricette precotte né risposte, si limita a porre domande. Con amarezza, direi. A margine di questo, una trama che corre via veloce, grazie (o per colpa di, a seconda dei gusti) allo stile lineare e senza fronzoli dell'autore.

Leggi l'intervista a Valerio Lucarelli

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER