Fosso della strillona
Racconti che esplodono come popcorn in una pentola, talmente fitti da sembrare un romanzo (anche se questo non giustifica la notazione fuorviante sulla copertina). Il romanzo di una, cento, mille famiglie messicane emigrate negli Usa, che tentano creativamente di fondere la cultura della loro terra d'origine con quella della terra che li ha più o meno benvolutamente accolti. Ma soprattutto il romanzo delle stagioni della femminilità, del percorso che ogni donna deve affrontare. Quasi da ogni frammento emerge una voce femminile, una processione dolente e colorata di figure di donne illustrate con una vividezza e una crudezza che ricorda i dipinti di Frida Kahlo: lo stile della Cisneros è maturato enormemente dopo l'esordio fulminante de La casa di Mango Street, e non a caso oggi la scrittrice di Chicago e considerata la più importante esponente della letteratura chicana. "Alle donne-artiste", spiegava in una recente intervista la Cisneros, "vengono propinati modelli distruttivi: se insegui l’arte devi suicidarti a trent’anni come Sylvia Plath o puoi diventare matta come Zelda accanto a Scott Fitzgerald, oppure devi essere pronta al sacrificio di te. Io volevo scrivere ed essere felice". Se poesia è un mondo felice sfregiato dal pungiglione velenoso della realtà, la Cisneros scrive grandissima poesia. Lo spanglish ha trovato la sua profetessa.
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