Francesco è depresso, la sua professione di medico è in un limbo di sospensione che rende i giorni eterne torture senza senso: vive in una casa in campagna e solo l’amico Andrea va a fargli visita una volta alla settimana. Una sera, però, una luce vivida attira Francesco nella vecchia serra cadente in fondo al giardino: qui una giovane dai capelli biondi siede e legge un libro. La visione della donna si ripeterà altre volte, restituendo piano piano alla vita di Francesco un significato che sembrava perduto; dietro l’angolo tuttavia si nasconde l’ombra della follia… Alberto invece sta per traslocare, deve mettere su un camion tutta la sua casa. E la sua vita. Con dita lievi e pensieri che solo lui conosce segue la sorte di oggetti e ricordi, ombre e impressioni, perché una casa altro non è che un insieme di ciò che abbiamo vissuto… Giacomino gioca a nascondino con gli amici e, testardo e intraprendente, scopre che un vecchio pozzo coperto da una lamiera ha un passaggio segreto verso un rifugio che si trasforma rapidamente nell’unico oggetto dell’attenzione per lui e per la sua compagnia di amici-nemici. Nel nascondiglio ci sono vecchie sedie e letti e castello, scrivanie e anche una pistola: proprio la pistola e i suoi proiettili diventano il centro di vicende che sconvolgono la vita di almeno due bambini… Davide ha un incubo ricorrente, e si rivolge al professor Vitti, luminare della neurofisiologia, per uscire dalla tortura di immagini che perseguitano le sue notti. In una fabbrica oscura e remota, figure minacciose lo inseguono e si trasformano in ombre che permeano i suoi pensieri…
La raccolta di racconti di Marco Murgia è una piccola scoperta dello stand del distributore Ediq, alla Fiera del Libro di Torino 2008. Ciò che più colpisce è l’originalità delle trame: il giovane Murgia (25 anni di età, già una laurea in Psicologia e prossimo alla specializzazione) sa costruire storie non banali, con l’originalità che in fondo è la base per il talento. Ha un tratto di scrittura rapido e guizzante, talvolta con qualche incrinatura dovuta al fatto che si tratta di un’opera prima, ma che si perdona facilmente perché nel complesso il libro scorre e intriga e lascia ricordi divertenti come le battute salaci piazzate qua e là dove il lettore non le aspetta. Alcuni racconti sono meglio costruiti di altri, in particolare “La danza degli insetti” che dà il nome alla raccolta: scorre fluido e coerente fino al finale, che riesce a sorprendere senza che il lettore abbia potuto immaginare l’epilogo. La capacità di Murgia di stupire il lettore è appunto un altro elemento forte di questa narrativa spiazzante, a volte un po’ ridondante nelle descrizioni ma sempre fresca e punteggiata qua e là di intuizioni decisamente felici. Da leggere, ma soprattutto da apprezzare per l’originalità; un incoraggiamento a Murgia che è autore degno di fiducia per il prossimo futuro.
Difficile da trovare in libreria? Compralo on-line, è facile!

Alessandro Gassman vi consiglia: 

