Bologna l'oscura

Bologna l'oscura
Un commercialista mite e un po' sottomesso si ritrova a inseguire due rapitori e a salvare la figlia di un suo facoltoso cliente anziché andare a cena a casa della prepotente fidanzata dal padre generale: un'avventura che lo segnerà, lasciandogli se non altro la forza necessaria per mandare a quel paese la donna. Un pensionato pugliese va con la moglie a recar conforto alla figlia studentessa e nel suo breve soggiorno nella città emiliana - tra visite al centro commerciale, traffico stressante e purtroppo talvolta mortale e incontri con compaesani che vivono al limite della legalità - si trova a scoprirne aspetti tristi e fumosi. E poi ancora, un giovane che prima di suicidarsi scrive una lettera al suo grande amore del liceo che non lo ha mai corrisposto, una giovane laureata in filosofia che non trova altro lavoro che un posto in un call-center e incappa in una gran brutta avventura, un giovane scrittore in crisi coinvolto suo malgrado in una storia di droga...
Questi i personaggi dei cinque racconti che compongono il volume, tutti con lo stesso comun denominatore: Bologna. Una città che sembra creata da Carmine Caputo stesso appositamente per far da sfondo alle sue storie, ma invece esiste, intensa e viva, pulsante e misteriosa, rumorosa, surreale, concreta. Insomma un sentito tributo alla città di adozione da parte dell'autore pugliese: spesso succede che chi si trova ospite guardi con più attenzione, con più curiosità una città e che la conosca meglio di chi ci è nato e sempre vissuto ma senza muoversi mai dal suo quartiere. Si trovano quindi snocciolate con naturalezza nei dialoghi perle riguardanti la storia della città e dei suoi abitanti, un ritratto che però è anche onesto e non chiude gli occhi sul degrado e sulle piccole miserie alle quali la città è condannata dai suoi stessi cittadini. L'autore anzi rivolge la sua attenzione proprio a questi aspetti per sviluppare storie che viaggiano su rotaie noir e sono intrise di atmosfere scure. Di costante sottofondo ai vari racconti, un'inarrestabile ironia e un tagliente sarcasmo nonché un ritmo ben scandito, spesso talmente vivace e incalzante da rendere alcuni passi quasi adatti al palcoscenico, a una sceneggiatura. Le prime pagine di “Effetti Collaterali” ad esempio, scivolano lievi come seta ma al tempo stesso sono pesanti come macigni per l'onestà e la lucidità con cui descrivono alcuni atteggiamenti e stereotipi degli italiani. Carmine Caputo ha poco più di trent'anni, nella vita 'reale' si occupa di comunicazione d'impresa e dopo aver esordito con il romanzo Bello dentro fuori meno torna alla pubblicazione con questo volume di racconti scritti tra il 2005 e il 2007. Il suo stile è schietto e scorrevole, il tono umoristico e piacevolmente irriverente, capace di giocare con gli schemi senza appesantirsi e cadere nelle trappole della ripetizione. Il risultato è un libro gradevole e senza pretese, in grado di regalare momenti di puro divertimento e altri di seria riflessione sociale nel giro della stessa mezz'ora.

 

 

 

 
 
 
 
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