Quattrocento

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Quattrocento
Ana Sotomayor è a Firenze grazie a una borsa di studio della Fondazione Rucellai per scrivere la sua tesi di dottorato su Pierpaolo Masoni, un pittore del '400 dallo stile innovativo e anticonformista, diventato cieco a soli 33 anni. Grazie al suo relatore, il professor Giulio Rossi, Ana riesce a consultare i taccuini di appunti di Masoni conservati all'Archivio - nei quali legge tra le altre cose una vivida cronaca della orribile strage avvenuta il 26 aprile del 1478 nella cattedrale di Firenze ai danni della fazione di Lorenzo de' Medici, quella che è passata alla storia come la Congiura dei Pazzi - e ad esaminare il capolavoro di Masoni, la “Madonna di Nievole”, che giace in un deposito della galleria degli Uffizi in attesa di restauro. Ana si convince che nel dipinto sia nascosto un indizio sul vero organizzatore della Congiura dei Pazzi, e si mette in testa di risolvere l'enigma. Ma un' oscura minaccia sembra materializzarsi dal passato: qualcuno non vuole che quell'antico mistero venga svelato. Chi, e soprattutto perché?
Nato sulla scorta delle indagini di Marcello Simonetta, il professore dell'University of Connecticut che nel 2004 avanzò ipotesi rivoluzionarie sulla Congiura dei Pazzi traducendo grazie a un manoscritto antico una lettera in codice che il duca di Urbino, Federico da Montefeltro, aveva inviato al papa Sisto IV, il romanzo della storica e divulgatrice spagnola Susana Fortes si dipana su due piani temporali (una sottotrama riguarda un giovane garzone di bottega del pittore Masoni) e coniuga con sufficiente senso del ritmo thriller, romanzo storico classico e saggio di Storia dell'Arte. Sullo sfondo, la Firenze del XV secolo, una città di circa 40.000 abitanti considerata allora la più avanzata e vivace d'Europa, culla del Rinascimento. Ha spiegato la Fortes in una recente intervista: "Il Rinascimento è stato un periodo vibrante, vivace, intenso. Il mondo era in costante cambiamento e le idee nuove, la fiducia nella ragione, nell’arte, nella geometria e soprattutto nell’uomo, coesistevano con forze, come certe credenze religiose, che risalivano agli anni bui del Medioevo. Proprio queste contraddizioni, che ho voluto rendere nei loro vari aspetti, fanno del Rinascimento un periodo così affascinante". Parte di quel fascino, per fortuna, finisce catturato dalla penna dell'autrice spoagnola. Parte no, ma non si può avere tutto.