Quattrocento
Nato sulla scorta delle indagini di Marcello Simonetta, il professore dell'University of Connecticut che nel 2004 avanzò ipotesi rivoluzionarie sulla Congiura dei Pazzi traducendo grazie a un manoscritto antico una lettera in codice che il duca di Urbino, Federico da Montefeltro, aveva inviato al papa Sisto IV, il romanzo della storica e divulgatrice spagnola Susana Fortes si dipana su due piani temporali (una sottotrama riguarda un giovane garzone di bottega del pittore Masoni) e coniuga con sufficiente senso del ritmo thriller, romanzo storico classico e saggio di Storia dell'Arte. Sullo sfondo, la Firenze del XV secolo, una città di circa 40.000 abitanti considerata allora la più avanzata e vivace d'Europa, culla del Rinascimento. Ha spiegato la Fortes in una recente intervista: "Il Rinascimento è stato un periodo vibrante, vivace, intenso. Il mondo era in costante cambiamento e le idee nuove, la fiducia nella ragione, nell’arte, nella geometria e soprattutto nell’uomo, coesistevano con forze, come certe credenze religiose, che risalivano agli anni bui del Medioevo. Proprio queste contraddizioni, che ho voluto rendere nei loro vari aspetti, fanno del Rinascimento un periodo così affascinante". Parte di quel fascino, per fortuna, finisce catturato dalla penna dell'autrice spoagnola. Parte no, ma non si può avere tutto.
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