L’inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso

L’inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso

Al mattino, di fronte allo specchio, un uomo si rade e scorge pulsare sulla sua testa qualcosa di guizzante. Dalle narici estrae due pesciolini rossi, poi altri due, sino a collezionarne ventisette, tutti in una boccia di vetro. E la sua pelle sa di squame e acqua di mare. Un bambino viziato e incontentabile si rifiuta di mangiare qualsiasi cosa, anche i dolci più golosi, sino a che la mamma riesce a conquistarlo con la torta del mattino, fatta con amore e ingredienti delle favole. La fortuna è fuggevole, lo dimostra quando è talmente sfacciata da tramutarsi in tragedia, come accade all’uomo che vinceva qualsiasi concorso, premio o scommessa. Un ragazzino assapora letteralmente la vittoria facendo una scorpacciata di goal e vincendo una coppia di arancio e pistacchi, con cui farcire morbidi panini...
Fabrizio Gabrielli, che nella vita sostiene di amare le lunghe passeggiate, il mare, la luna piena e la calma dei luoghi silenziosi, si cimenta nella difficile formula del racconto breve, talvolta brevissimo, tanto che le sue storie sono per forza di cosa essenziali, asciutte, dirette, efficaci e con finali inaspettati che invitano alla riflessione. Lo stile pulito e preciso fa della sua opera un’occasione di svago alquanto piacevole, seppur mai banale. Si tratta di una raccolta di una quarantina di microstorie, spesso molto vicine alla modalità-favola, che hanno preso a simbolo l’icona del pesciolino rosso, animale quieto, vagamente smemorato, che gira in tondo senza fermarsi mai osservando dalla boccia di vetro la realtà esterna allargarsi, stringersi, deformarsi. Proprio per questa ragione l’elemento surreale, strambo, fuori dai ranghi della normalità comunemente accettata è ben accolto. C’è molta immaginazione, ma anche infinite schegge di realtà, legami con la vita quotidiana, con le preoccupazioni, le tristezze e le incertezze alle quali siamo per forza di cose sottoposti. Il risultato è eterogeneo nella sua perfetta omogeneità e devo ammettere che, per essere un esordiente, Gabrielli dimostra un grande talento: quello di catturare l’attenzione del lettore che scivola – come fosse sotto incantesimo – nella spirale delle sue storie, lasciandosi cullare dall’acqua come farebbe un pesciolino rosso nella sua boccia rotonda, dopo avere consumato un lauto pranzo.

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER