Zitto e scrivi

Zitto e scrivi
Perfettino Fumoni ha sempre sognato di fare il giornalista, sin da piccolo. Dopo una collaborazione con un giornalino di quartiere a 15 anni (destinata a restare il suo primo e unico articolo firmato) e qualche altro lavoretto, per il giovane arriva finalmente la grande occasione: è arrivato il boom di Internet, e il colosso editoriale che sta dietro al celebre quotidiano La Democrazia ha deciso di aprire un enorme portale, Freeweb, probabilmente destinato a surclassare prima e soppiantare poi tutte le aziende giornalistiche tradizionali. Al colloquio la prima delusione: si tratta non di scrivere pezzi giornalistici veri e propri come Perfettino aveva sperato, ma di parafrasare lanci di agenzia altrui firmando con una sigla. Ma si sa, si comincia sempre da poco e poi in fondo dopo soltanto un anno di gavetta sarebbe scattato il praticantato per divenire giornalista professionista: comincia così all'insegna della fiducia e dell'entusiasmo per Perfettino, ribattezzato subito Pieffe per via della sigla in calce alle sue news, un'avventura professionale che si rivela invece giorno dopo giorno sempre più degradante. La redazione di Freeweb è dominata dalla Uoma, una dirigente zelante fino al martirio, e tra spie, leccapiedi e vittime la situazione si fa subito pesante. Pieffe accetta straordinari non retribuiti pazzeschi, umiliazioni e carichi di lavoro sempre maggiori in nome della promessa del praticantato, ma arriverà mai o si tratta dell'ennesima bugia?
Vedi alla voce New Economy: la follia collettiva che intorno al 2000 colpì il mondo dell'informazione italiana (e che per molte aziende si trasformò ben presto in un vero e proprio bagno di sangue) ha portato con sé qualche idea nuova, un po' di freschezza, alcuni spazi in più, ma anche e soprattutto precarietà, approssimazione, improvvisazione, stupidità, gergo anglofono senza senso, dittatura degli addetti al marketing. E ha elevato al cubo - a causa della estrema mobilità dei posti di lavoro precari - le tensioni, le miserie, la competizione, le guerre tra dipendenti. Chiunque ci sia passato (e io ci sono passato) non potrà non ritrovarsi in parte o in tutto ciò che viene raccontato da Chiara Lico nel suo romanzo d'esordio. Una storia che ha molto di autobiografico (capire a quale azienda ci si riferisca è piuttosto facile per chi abbia frequentato l'ambiente) ma che grazie al sapore di favola surreale assume il valore di esempio generale, di monito, di denuncia, riuscendo a far rabbrividire divertendo. Un po' Cenerentola un po' Report, insomma.

Leggi l'intervista a Chiara Lico

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