Acqua agli elefanti

Acqua agli elefanti
America anni ’30: la Grande depressione vista da una prospettiva insolita, quella di un animato tendone da Circo. Jacob, impacciato laureando in Veterinaria, rimane improvvisamente orfano e senza un soldo. L’unica soluzione per il giovane, dotato di cervello ma poca esperienza, è quella di scappare, e la sua fuga lo porterà su un treno che trasporta una sgangherata compagnia circense. Lo spietato direttore August e la bellissima moglie Marlena accolgono Jacob in un mondo sconosciuto e sorprendente che gli cambierà la vita facendogli scoprire meraviglie e nefandezze dell’animo umano...
L’autrice, animalista convinta, per scrivere il suo efficace romanzo (best seller in USA lo scorso anno) si è documentata a lungo sulla vita dei circhi itineranti, offrendo al lettore un quadro a volte spietato (l’uso di disfarsi dei lavoranti in esubero gettandoli dal treno), a volte poetico (la sensibilità quasi umana della elefantessa Rosie, personaggio chiave della vicenda) di un microcosmo fatto di lacrime e lustrini. Un libro piacevole dal sapore e dai classici ritmi del romanzo di formazione, che sfrutta sapientemente i flashback e che rivela un abile talento descrittivo. La veste grafica accattivante (diventata ormai marchio di fabbrica della casa editrice veneziana) presenta una foto di copertina che sembra invitare, in religioso silenzio, ad assistere al più Strabiliante Spettacolo del mondo.

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