Dall'ordine rigoroso dei numeri - sei Laureata in Matematica - al caos dell'animo umano: come è cominciato il tuo cammino di scrittrice?
Da Alexis di Yourcenar. Volevo scrivere la versione di Monique, era poco più che bambina e ne è venuta fuori una cosa ovviamente pretenziosa che però mi ha insegnato che la letteratura colma le mancanze o almeno tenta e ritenta ancora con infinite approssimazioni. E che le parole evocano. Come le favole quando sei bambino e gli asini volano.
I tuoi racconti si ispirano a ricordi ed esperienze legate alla tua biografia Oppure tendi a osservare e analizzare i comportamenti e situazioni che ti circondano?
Io osservo molto e nonostante il mio astigmatismo. Credo che nei miei racconti l’osservazione tracimi un poco e renda la prosa sovrabbondante, celi incredibili folate di brezza ma pure incontenibili asfissie. I miei racconti sono tessuti di particolari. E l’aspetto divertente dei particolari è che accomunano persone differentissime. E più facile riconoscersi in un particolare che in una figura intera. Quindi non so quali dei particolari racchiusi in Fermati un minuto a salutare siano miei o di altri. E non mi importa nemmeno.
Quali sono i tuoi scrittori di riferimento?
Quando ero bambina Verga, Verne e Lagerloff, poi Yourcenar e Woolf e poi ancora Ludovica Koch e Borges. Ma ce ne sono tanti e poi spesso i riferimenti cambiano con l’umore e tornano con le stagioni. Due estati fa mi sono innamorata di Bufalino per esempio e non leggevo altro, al liceo impazzivo per Oriana Fallaci, Byatt e Saramago mi hanno accompagnato in monografica per gli anni dell’università e durante il dottorato leggevo moltissimo Giuseppe Berto e Saki. Adoro la Aspesi da sempre. Se ci penso bene non so cos’è uno scrittore di riferimento ma frequento moltissimo i bar di paese.
Sei una lettrice vorace? Qual è stato il primo che hai letto? E l'ultimo?
Voracissima. Leggo tutto, anche le bollette e le postille nelle pubblicità dei gestori telefonici. Il primo libro è stato Il giro del mondo in ottanta giorni ora sto finendo L’economia delle cose di Elena Varvello
Dopo due libri di racconti, il terzo sarà un romanzo?
Il terzo è un romanzo. Esce in settembre e si intitola Ognuno sta solo per I tipi della Giulio Perrone Editore. È un libro costruito di tanti libri diversi, pieno di innamoramenti e sproporzioni e tentennamenti e due gatti e una famiglia e una giovane donna bizzarra. [francesca de meis]
I libri di Chiara Valerio:
Fermati un minuto a salutare
Dall'ordine rigoroso dei numeri - sei Laureata in Matematica - al caos dell'animo umano: come è cominciato il tuo cammino di scrittrice?
Da Alexis di Yourcenar. Volevo scrivere la versione di Monique, era poco più che bambina e ne è venuta fuori una cosa ovviamente pretenziosa che però mi ha insegnato che la letteratura colma le mancanze o almeno tenta e ritenta ancora con infinite approssimazioni. E che le parole evocano. Come le favole quando sei bambino e gli asini volano.
I tuoi racconti si ispirano a ricordi ed esperienze legate alla tua biografia Oppure tendi a osservare e analizzare i comportamenti e situazioni che ti circondano?
Io osservo molto e nonostante il mio astigmatismo. Credo che nei miei racconti l’osservazione tracimi un poco e renda la prosa sovrabbondante, celi incredibili folate di brezza ma pure incontenibili asfissie. I miei racconti sono tessuti di particolari. E l’aspetto divertente dei particolari è che accomunano persone differentissime. E più facile riconoscersi in un particolare che in una figura intera. Quindi non so quali dei particolari racchiusi in Fermati un minuto a salutare siano miei o di altri. E non mi importa nemmeno.
Quali sono i tuoi scrittori di riferimento?
Quando ero bambina Verga, Verne e Lagerloff, poi Yourcenar e Woolf e poi ancora Ludovica Koch e Borges. Ma ce ne sono tanti e poi spesso i riferimenti cambiano con l’umore e tornano con le stagioni. Due estati fa mi sono innamorata di Bufalino per esempio e non leggevo altro, al liceo impazzivo per Oriana Fallaci, Byatt e Saramago mi hanno accompagnato in monografica per gli anni dell’università e durante il dottorato leggevo moltissimo Giuseppe Berto e Saki. Adoro la Aspesi da sempre. Se ci penso bene non so cos’è uno scrittore di riferimento ma frequento moltissimo i bar di paese.
Sei una lettrice vorace? Qual è stato il primo che hai letto? E l'ultimo?
Voracissima. Leggo tutto, anche le bollette e le postille nelle pubblicità dei gestori telefonici. Il primo libro è stato Il giro del mondo in ottanta giorni ora sto finendo L’economia delle cose di Elena Varvello
Dopo due libri di racconti, il terzo sarà un romanzo?
Il terzo è un romanzo. Esce in settembre e si intitola Ognuno sta solo per I tipi della Giulio Perrone Editore. È un libro costruito di tanti libri diversi, pieno di innamoramenti e sproporzioni e tentennamenti e due gatti e una famiglia e una giovane donna bizzarra. [francesca de meis]
I libri di Chiara Valerio:
Fermati un minuto a salutare
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