Monocromatica

Monocromatica
Cosa hanno in comune un manipolo di barbari guidati da un druido che fondano una città in una pianura del nord Italia in un punto ritenuto magicamente propizio, le trame segrete e sanguinarie del vescovo di Milano Ambrogio che ha un innominabile delitto sulla coscienza, una sinistra profezia su una statua di serpente proveniente da Costantinopoli e tre giovani immigrati clandestini nella metropoli lombarda di oggi? Semplice. Che tutti sono coinvolti in un complotto di magia e sangue che si dipana nei secoli e scorre nelle vene sotterranee di Milano come un veleno. La Milano monocromatica e malinconica nella quale si muovono Hassan, un nordafricano diciassettenne, Li, una ragazza cinese che ha scelto di camuffarsi da uomo per evitare molestie da parte dei connazionali, e Ngemi, un vu cumprà intriso della cultura animistica dei suoi avi, mostra il suo vero volto nero e minaccioso quando antiche forze si mettono di nuovo in moto. In via dei Fiori oscuri un misterioso personaggio consegna ad Hassan dei documenti da custodire a costo della vita, una vita che il sicario Fernando viene incaricato di spegnere. Per Hassan e per i suoi nuovi amici Li e Ngemi inizia un inseguimento col cuore in gola attraverso le strade di una Milano come non l'avete mai vista prima...
Come Alan Moore, Neil Gaiman, Peter Ackroyd e tanti altri ci insegnano, le metropoli nascondono molti segreti. Segreti antichi, che risalgono a ere precedenti, e ciononostante sopravvivono, sepolti sotto (o a lato) della nostra quotidianità. Sì, perché le città sono anche luoghi magici, scelti per la fondazione in base a logiche mistiche, oppure bagnati dal sangue di sacrifici umani: come reagireste se sapeste che sul terreno della fermata dove prendete l'autobus la mattina secoli fa sorgeva un rogo dove venivano bruciate le streghe, oppure che sotto alla vostra casa c'è un altare sul quale venivano sgozzati bambini? Monocromatica è un po' una guida turistica a questa Milano segreta, che permette di vedere le strade percorse tutti i giorni sotto una luce diversa. Molto diversa... Lo spunto del libro è accattivante, come pure la scelta di tre protagonisti immigrati: meno efficace a tratti la qualità squisitamente letteraria della scrittura, che troppo facilmente indulge in stilemi risaputi, e la risoluzione del plot, un po' frettolosa. Nota a margine: il romanzo è sì firmato da 'due attivisti dell'underground milanese', ma dalla postfazione (di recensori ne uccide più la postfazione che la spada) si evince che in realtà dietro a questa identità collettiva si nasconde una sola metà del duo. Pubblicato in una prima versione intitolata Rapsodia Monocromatica sul blog blackswift.org, è stato pesantemente modificato prima dell'uscita cartacea dagli editor di Mondadori Sandrone Dazieri e Andrea Cotti. Sia la vecchia che la nuova versione sono disponibili al download sul blog suddetto: il romanzo infatti è distribuito con una licenza 'open' simile alla ben nota Creative Commons utilizzata anche da Mangialibri.

 

 

 
 
 
 
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