Alla fine della fiera (a stochastically moody bookpicking)

Alla fine della fiera (a stochastically moody bookpicking)
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Dalla recente Fiera di Bologna sono arrivati segnali tutto sommato confortanti sulla tenuta del comparto dell'editoria per bambini e ragazzi in questi tempi di crisi globale. Segnali “numerici” (quantità di espositori, illustratori, giornalisti) e segnali “impressionistici” (clima, umori, discorsi, sguardi...). L’evento si è confermato un'occasione insostituibile per incontrare (letteralmente) il mercato editoriale, anche per chi (ed è il mio caso) si sente oppresso dal sovraccarico informativo di trovarsi virtualmente al cospetto di tutta la produzione mondiale del settore. Se la reazione naturale di chi soffre di information fatigue in genere è evitare di scegliere secondo qualche criterio razionale, allora la mia rassegna delle novità di Bologna si baserà sul criterio stocastico a cui sono più affezionato, il cosiddetto “estro del momento”. Ecco quindi una manciata di libri visti in giro per la Fiera (e ricevuti in dote dagli editori) di cui ho semplicemente voglia di parlare.

Cominciamo con un old wine in a new bottle, cioè Accendi la notte, un racconto del 1955 firmato dal grande Ray Bradbury, nella nuova edizione Gallucci con la prestigiosa traduzione di Carlo Fruttero e le atmosferiche illustrazioni di AntonGionata Ferrari. L'autore di Cronache Marziane, in questa riuscita escursione nella letteratura per ragazzi, ci racconta la storia di un bambino spaventato dall'oscurità della Notte che grazie all'intervento di Buia, una misteriosa coetanea dalla pelle di luna, impara ad apprezzare l'inaspettata magia della “luce” notturna. Per restare in tema, Giunti ha appena pubblicato Mumin e l'avventura al chiaro di Luna un libro illustrato per i più piccoli tratto dalle celebri storie narrate dalla finlandese Tove Joansson (1914-2001). Gli inconfondibili troll-ippopotami bianchi e la piccola Mi preparano un'avventura notturna che li condurra sulll'Isola Solitaria non prima di aver recuperato un meraviglioso tesoro sottomarino. Teneri, sentimentali e vintage, i personaggi e la storia funzionano ancora meravigliosamente bene, eppure la serie è apparsa per la prima volta nell'ormai lontano 1946.

Con la riproposta Giralangolo Quassù sull'albero di Margaret Atwood - scrittrice canadese più volte candidata al Nobel - siamo invece in pieni anni Settanta e si vede. L'editoria per ragazzi in Canada muoveva allora i primi passi e l'autrice in una nota spiega la genesi low-cost del libro (illustrazioni a china riempite soltanto con due colori per risparmiare e caratteri autoprodotti). Ma a parte l'economia di mezzi e l'ecologismo un po' naive tipico del decennio, la storia “minima” dei due bambini intrappolati sulla cima di un albero riesce a raccontare con vitalità e grazia il sentimento complesso della “mancanza” (grazie anche al divertente testo in rima  un po' alla Dr. Seuss). Tra le novità primaverili di Arka, vale la pena segnalare Evviva Zorba!, un delizioso racconto domestico scritto da Giuseppe Caliceti e illustrato dalla valdostana Sara Welponer attraverso la fotosequenza delle sue sculture in plastilina. La famiglia allargata del piccolo Giulio (genitori, sorella, due nonni e il cane Zorba) vive una giornata di ordinaria nevrastenia e incomunicabilità fino a quando Zorba, tutto affetto disinteressato e contagiosa allegria, non riporta il buon umore e la serenità tra i membri della famiglia. Sarà l’effetto iperrealistico della plastilina - con gli ambienti, gli oggetti, gli abiti riprodotti nei più minuti di dettagli – ma in questo albo si respira aria di casa...

Non poteva mancare infine qualche titolo dedicato alle mamme e ai papà. Inserito in "Ullalla!" - una nuova collana cartonata coi buchi di Emme Edizioni pensata per i piccolissimi - La mamma è un libro di efficacia esemplare. Scritto (poco) e illustrato (bene) da Alessandro Sanna - che se non fosse per la sua disarmante bravura verrebbe un po' a noia perché lo si vede ovunque - in un bel formato quadrotto facile da impugnare e sfogliare declina (anzi coniuga) il rapporto mamma-bambinio prendendo spunto dalle cure che gli animali riservano ai propri cuccioli. Sanna senza rinunciare all'eleganza del tratto si fa più accogliente del solito, dando vita e colore a momenti di autentica tenerezza. Tenerezza che ritroviamo in P di papà del duo portoghese composto da Isabel Minhos Martins e Bernardo Carvalho, appena uscito per Topipittori. In questo caso si parla del papà, e delle tante forme che prende il suo ruolo nei confronti del bambino (papà ombrello, papà aeroplano, papà maggiordomo, papà guardiano, ...). Le sagome monocrome (con colori diversi per ogni tavola) che ritraggono i protagonisti sono stilizzate al punto giusto, morbide ed espressive, e descrivono la “gioia e l'abbandono” di un rapporto affettivo insostituibile in cui (quasi) tutte le coppie padre-figlio potranno riconoscersi. In In viaggio con papà, scritto da Alessandra Valtieri per Giannino Stoppani, papà e mamma ci sono entrambi ma (come si evince dal titolo) il fuoco è sul primo (la mamma fa un paio di fugaci ma amorevoli apparizioni all'inizio e nell'epilogo). La storia di piccolo orso e papà orso (orsi bianchi) in viaggio nella terra degli orsi bruni non sarà un miracolo di originalità ma racconta con garbo la dolcezza della scoperta e la malinconia della partenza che caratterizzano ogni viaggio che si rispetti. Molto azzeccate le illustrazioni di Margherita Micheli.

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