È finita la scuola

È finita la scuola
In una scuola ci sono tanti bambini, ognuno col suo peculiare carattere. Per capire, per esempio, quanto Mauro sia diverso da Vincenzo, quanto Biancaneve sia diversa da Agnese, o quanto Marco sia differente da Rocco, basta andare un giorno qualsiasi della settimana davanti all'uscita di scuola. Al suono dell'ultima campanella una masnada di bambini sciamerà all'aria aperta: chi in coppia, chi da solo, chi verso il papà che lo aspetta in macchina, chi mentre gioca a pallone, chi mentre fa volare un aereoplanino di carta. Purtroppo tra tutti questi bambini schiamazzanti, potrà capitare di vedere anche una faccetta triste, forse perché un bullo lo perseguita...
Il gioco di È finita la scuola è molto divertente: c'è una grande illustrazione per ogni giorno della settimana, ognuna rappresenta l'uscita dalla scuola di cinquanta bambini festosi e urlanti che invadono la strada, il lettore – con l'aiuto dei testi nella pagina opposta – deve riuscire a identificare ogni bambino. Per esempio, chi sarà il bambino associato alla frase «Che “calciatore” Vincenzo!»? Senz'altro la faccetta che attraversa le strisce pedonali con un pallone davanti al piede. Ma lo scopo del volume è anche (soprattutto?) concentrare l'attenzione sul tema del bullismo, perciò nel grande quadro dell'uscita di scuola c'è sempre anche un gruppetto di bambini dispettoso da cui la voce narrante cerca ogni volta di fuggire: dove si nasconde questo bambino? Chi sarà? Il gioco continua per tutta la settimana fino a quando il piccolo lettore non avrà scoperto i nomi di tutti i bambini, perseguitato compreso. O almeno in teoria, perché alcuni sono veramente difficili da scovare! Anche per questo la lettura per un bambino potrebbe risultare un po' noiosa. Un effetto che rischia di aumentare in mancanza di una vera e propria storia. E le illustrazioni? Conc, alias Francesco Concetto, autore anche dei testi, è molto bravo nel ritrarre l'uscita di scuola ogni volta in maniera diversa, con un'attenzione al dettaglio ovviamente meticolosa e gustosa (grazie ai dettagli che ogni bimbo è distinguibile!). Tuttavia, la scelta di colorare le illustrazioni – a parte qualche particolare – solo di bianco e di nero, unita ad un tratto molto stilizzato, rischia allontanare un po' i lettori più piccoli.

 

 

 
 
 
 
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