È non è

È non è
“Un’ombra lungo i muri scivola e scompare. Chi è? Un rumore riempie la stanza poi si placa. Cos’è? È un albero? È un cane? È un cavallo? È un automobile? È un frullatore? […] No… è Sara mia sorella! Lei è così, resta ore immobile, non parla, non ascolta, non guarda, spesso non partecipa a nessun gioco. Viaggia e vaga con i suoi pensieri, non si sa come e nemmeno dove, vive dentro il suo mondo, solamente, da sola...”. A parlare è un bambino, sua sorella è affetta da autismo. Sara urla, si graffia, non riesce a contenere le sue emozioni. In lei coesistono aspetti opposti di personalità “è silenziosa come una gatto, rumorosa come il traffico… invisibile come un respiro, sensibile come una foglia”, perché “È non è” allo stesso tempo. Questo suo essere doppia, la rende agli occhi degli altri, imprevedibile, enigmatica “come un rebus”. Suo fratello ne ha paura ed è sconfortato, ma quando Sara si placa, lo abbraccia e gli fa sentire tutto il suo affetto. Anche se è un istante, un momento brevissimo. Il mondo di Sara è subito pronto a catturarla e a portarsela via…
Marco Berrettoni Carrara riesce, con parole morbide e autentiche, a parlare di un disturbo estremamente complesso, le cui cause certe sono ancora un mistero. Ne parla mettendosi nei panni di chi con l’autismo convive tutti i giorni: un bambino cui sua sorella è negata. La caratterizzazione di Sara è molto accurata, anche dal punto di vista scientifico. Ritiro sociale, ripetizioni di movimenti (stereotipie) sono, infatti, aspetti salienti delle persone affette da autismo. Poi ci sono le eccellenti tavole di Chiara Carrer, Il suo stile si riconosce al primo sguardo. Sara è disegnata in bianco e nero, come gli altri familiari, ma in lei il tratto della matita, più volte ripassata, si fa pesante, svelandoci con un impatto “di pancia”, la sua parte misteriosa e sofferente. La Carrer confondere volutamente la protagonista con la carta da parati dal delicato motivo floreale, la Sara invisibile e silenziosa. E questo gioco di sovrapposizione fa risaltare non soltanto il lato “oscuro” della malattia, ma soprattutto l’impotenza e la grande fragilità della bambina: persa tra le foglie e i fiori delle pareti, è come loro, sensibile al vento, alla pioggia,  al sole, al mutare delle stagioni. Nella copia del libro che abbiamo ricevuto, come al solito era nascosta una graziosa cartolina con una breve nota di Lola Barcelò (la responsabile di Kalandraka Italia) che parla di “approssimazione poetica vicina ai disturbi dello spettro autistico”. Aggiungerei, completa, sensibile, significativa e molto riuscita.

 

 

 

 
 
 
 
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