1989 - Dieci storie per attraversare i muri

1989 - Dieci storie per attraversare i muri
Ole Kirk Christiansen è l'inventore dei Lego, i mattoncini di plastica che sono l'ossessione e il vanto di un uomo che per difendere il suo regno pensa bene di costruire un muro. Idea utile per fare un viaggio a ritroso tra i tanti muri "antenati" illustri, con l'obiettivo di imparare dal passato e non fallire nell'impresa della difesa. Certo, basterà un palloncino sfuggito dalle mani di un bambino a valicarlo e a sciogliere ogni dubbio sulla opportunità/utilità dei muri: nessuna. Poi c'è un altro muro, ma per fortuna con un buco da cui scambiarsi dolci per soldi. Lo scambio avverrà tra una bambina/civile e un paziente/ferito perché si sa che quando c'è guerra i bambini sono civili tanto quanto i pazienti sono feriti. Poi le mura dentro le mura, e dentro altre mura, come l'uomo che ha talmente paura del genere umano che continua a tirar su muri intorno a sé, fino a costruirsi la propria bara. E così via per dieci storie di muri e, per fortuna, di falle e fallimenti...
L'atmosfera, gli umori e la freddezza che circondano i muri sono nitidamente percepibili sfogliando le pagine di questo libro sul 1989, anno della caduta del Muro di Berlino. Come spiega Slavoj Zizek sulle pagine della rivista Internazionale, il 9 novembre 1989 con la caduta del Muro annunciò “l’arrivo degli anni Novanta, con la convinzione che la democrazia liberale avesse vinto, che la ricerca fosse terminata, che l’avvento di una comunità planetaria globale e liberale fosse dietro l’angolo, e che gli unici ostacoli al grande lieto fine hollywoodiano fossero semplici sacche locali di resistenza, dove i governanti non avevano ancora capito che era suonata la loro ora”. Ma la storia è piena di controesempi che a volte non convalidano la tesi: c'è stato l’11 settembre, una data che ha posto fine ai felici anni Novanta, sancendo l'inizio di una fase, non ancora conclusa, all'insegna della chiusura e del sospetto. Oggi nuovi muri sono spuntati da tutte le parti e vecchi muri continuano a restare in piedi: tra Israele e Cisgiordania, attorno all’Unione europea, lungo il confine Stati Uniti-Messico, ma anche all’interno degli Stati – basti pensare alle Peace Line, non una, ma ottantotto in tutta l'Irlanda del Nord, ancora al loro posto come trent'anni fa – delle città. E tutti muri, non tangibili ma percepiti, di diffidenza, odio, paura e mancanza di immaginazione che si innalzano tra ogni individuo e il suo vicino. In quest'ottica, 1989 - Dieci storie per attraversare i muri – realizzato da orecchio acerbo grazie al sostegno e alla collaborazione del Goethe Institut Italien e tradotto in diverse lingue – si rivela un libro adatto ad ogni età. Sante - mio figlio di quasi 5 anni - sfogliando orgoglioso le pagine, racconta al babbo entusiasta la storia di Camilleri e dell'uomo che per la paura degli altri uomini si circondò di robot e costruì muri sempre più vicini ai suoi confini corporei, fino a costruirsi la sua bara. "Vieni babbo, che ti racconto una storia divertente", dice... e non smette di sfogliare le pagine illustrate splendidamente da Henning Wagenbreth che evocano proprio i mattoncini di Ole Kirk Christiansen, tanto familiari ai bambini di tutto il mondo. Un libro da acquistare, per pensare.

 

 

 

 
 
 
 
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