2000 leghe sotto l’America

2000 leghe sotto l’America
È la notte del 20 novembre 1869. L’ingegnere John Webher si dirige al galoppo verso un villaggio del Kentucky, dove il capo indiano sta esalando i suoi ultimi respiri. Smoky, così si chiama, desidera vedere Sir John con urgenza per svelargli il segreto dell’eredità degli indiani. Arrivato a destinazione, John si precipita immediatamente al capezzale del moribondo. Con le sue ultime forze Smoky gli svela l’esistenza di un tesoro e di una mappa conservata in un baule. Dopo avergli dato le indicazioni per trovarlo, Smoky chiede all’ingegnere di promettergli che dopo aver trovato il tesoro lo avrebbe diviso con la popolazione indiana. Nella tenda sono presenti altri due uomini: O’ Connor e Morgan. John li porta con sé, assieme all’indiano Burthon (che lo aveva accompagnato al villaggio), alla ricerca del baule. La Morte intanto porta via il capo indiano. Le indicazioni sono precise e i quattro trovarono quasi subito il forziere. Lo aprono e leggono la mappa: indica la strada per arrivare al grande tesoro degli Inchi. C’è un solo problema, il tesoro è seppellito 2000 leghe sotto la superficie della terra. L’operazione è pericolosa, quasi impossibile, ma l’ingegnere Webher non vuole arrendersi: quel tesoro potrebbe cambiare il destino degli indiani…
Con 2000 leghe sotto l’America torna in libreria Emilio Salgari, celebre scrittore di romanzi d’avventura che hanno affascinato generazioni di giovani lettori e creatore del leggendario Sandokan. Salgari ama ambientare i suoi romanzi in terre esotiche e lontane come l’India, le Antille e le Bermuda; in questo caso i suoi personaggi si muovono dalle parti dell’America Meridionale o, per meglio dire, sotto l’America Meridionale. L’ambientazione sottomarina è stata probabilmente ispirata da un altro grande scrittore di libri d’avventura (e non solo): quel Jules Verne, francese e suo contemporaneo, con cui dividerà il primato del successo nel settore dei libri per ragazzi per quasi tutto il XX secolo (almeno in Italia). Le minuziose descrizioni ambientali e le nature misteriose sono sempre lì, belle e suggestive; tra i contro invece c’è forse la psicologia poco articolata dei personaggi, confrontandoli per esempio con quelli di Verne (vi ricordate il Capitano Nemo al comando del Nautilus in 20.000 leghe sotto i mari?). Ma, a pensarci bene, ai personaggi usciti dalla penna di Salgari non si addicono le profonde indagini psicologiche, affascinanti così come sono, un po’ stereotipati, con la loro colorazione epica che colpisce subito il lettore. Ecco, si sente un po’ l’assenza di illustrazioni. Quelle che accompagnano le storie di Salgari sono quasi sempre di rara bellezza ed è un peccato che non ce ne siano in questa edizione. Tutto sommato però si tratta di un peccato veniale, e il consiglio di questa recensione è di correre in libreria per non farsi scappare questo romanzo “scomparso” (mancava dalle librerie da più di 60 anni), l’ennesimo prodigio dello Scrittore delle Meraviglie.

 

 

 
 
 
 
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