Abela

Abela
Abela vive in un villaggio in Tanzania con la nonna e la mamma. Prima c'erano anche il papà e la sorellina ma una malattia terribile li ha portati via. Anche la mamma è malata e Abela, coraggiosamente, affronta un viaggio lungo e pericoloso per salvarla. Purtroppo tutto è inutile e la bambina si ritrova a vivere sola con la sua affettuosa nonna. Un giorno, però, arriva dall'Europa l'infido zio Thomas, con una ragazza inglese che prende in moglie durante una strana cerimonia. Abela è fondamentale per i suoi piani oscuri e illegali e, nonostante l'opposizione della nonna, la bambina è costretta a partire per la lontana e misteriosa Europa, lasciando tutto ciò che ha di più caro. Rosa, invece, abita a Sheffield, a nord dell'Inghilterra. Ha una mamma e due nonni meravigliosi con cui adora pattinare. Non conosce il suo papà ma sa che è tanzano. Sua madre è una donna dal cuore d'oro, energica e dalle mille idee ma l'ultima delle sue trovate a Rosa proprio non piace: la mamma vorrebbe, infatti, adottare un'altra bambina. Rosa non si dà pace, com'è possibile che lei non sia abbastanza? Non è per niente d'accordo e lo esprime in ogni modo. I destini di Abela e di Rosa si avvicineranno sempre di più finendo per incontrarsi in una fredda ma in fondo accogliente Inghilterra in cui è ancora possibile ritrovare un po' di Africa...

Gli ostacoli e le delusioni che le ragazzine incontrano sul loro cammino le rendono sempre più forti in un percorso di riflessione e di crescita difficile ma costellato di adulti di riferimento a cui aggrapparsi. Ed è proprio in relazione a questi personaggi che Berlie Doherty inserisce la sua esperienza di assistente sociale e insegnante. L'autrice, infatti, prima di diventare una scrittrice full time ha lavorato in ambito socio-educativo e non è nuova a storie a sfondo sociale. Dopo essersi confrontata con la gravidanza in adolescenza in Caro nessuno, ha trattato il tema dell'adozione in The snake stone ripreso poi in Abela con un focus sulla tragedia dell'epidemia di AIDS e quella delle vittime della tratta. La Doherty, inoltre, che non ha mai conosciuto nessuno dei suoi quattro nonni, evidenzia, come già fatto precedentemente, la fondamentale importanza di queste figure. Sia la nonna di Abela sia i nonni di Rosa, aiutano e proteggono, utilizzando la propria esperienza di vita per accompagnare le bambine nella loro difficile crescita, cercando (ma non sempre riuscendo) di non lasciarle mai sole ad affrontare le sfide che la vita presenta loro. Le voci di Abela e Rosa si alternano in continuazione lasciando emergere la determinazione che contraddistingue entrambe e la paura che tutte e due, pur in contesti così diversi, sperimentano. Un libro emozionante e coinvolgente, a tratti forse un po' scontato, adatto soprattutto ad un pubblico preadolescente.

 

 

 
 
 
 

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