Alessandro e il topo meccanico

Alessandro e il topo meccanico
Nella comunità degli uomini non c’è pace per i topi. I roditori per antonomasia soffrono da sempre di cattiva stampa, sono il bersaglio preferito degli Uffici di igiene e la loro comparsa scatena nelle persone reazioni scomposte, al limite della fobia. Alessandro, un tenero topolino d’appartamento, è molto rattristato da questa insopprimibile (e incomprensibile) ostilità. Non riesce a farsene una ragione, roso com’è dall’invidia per un singolare roditore a cui nessuno dà la caccia ma anzi è amato e coccolato da tutti: il topolino meccanico di Gisella, la bambina padrona di casa. Se non fosse per un paio di rotelle al posto delle zampe e una chiave di ferro che gli spunta dalla schiena lo si potrebbe scambiare per Alessandro, e i due infatti diventano presto amici nonostante il diverso status che gli è riservato dagli esseri umani. Ma Alessandro non si rassegna alla condizione di paria e vuole diventare a tutti i costi un topo meccanico, come Pippo, per conquistare un posto nel cuore di Gisella. Quando finalmente si presenta l’occasione, grazie all’intervento di una lucertola dai poteri taumaturgici, sceglierà invece di aiutare l’amico – ­nel frattempo caduto in disgrazia, riposto in uno scatolone e rimpiazzato nelle grazie di Gisella da una nuova leva di giocattoli che le sono stati regalati per il compleanno. Sarà Pippo allora a trasformarsi in un topo vero e i due non si separeranno più…
Nel decennale della scomparsa di Leo Lionni, a quarant’anni dalla sua prima edizione, torna, grazie all’impegno di Babalibri, Alessandro e il topo meccanico, deliziosa variante sul tema “l’erba del vicino è sempre più verde”. La storia riesce con pochi tratti a innescare un potente meccanismo di identificazione da parte dei piccoli lettori, sfruttando anche l’amplificazione che garantisce l’uso del “doppio”. In questo “Pinocchio alla rovescia”, in cui il topo in carne e ossa vuole trasformarsi in topo meccanico nella speranza di ottenere un’accoglienza migliore da parte degli uomini, si cela un piccolo, dosatissimo trattato sul lato oscuro dell’amicizia. Con garbo ed economia di mezzi, Lionni descrive un sentimento spesso nascosto o negato dai libri per l’infanzia ma che fa parte dell’esperienza quotidiana di tutti i bambini del mondo: l’invidia. L’invidia per il giocattolo nuovo dell’amico, per la mamma del compagno di scuola, per chi è più bravo nei compiti o nello sport. L’invidia nei bambini non si associa al desiderio di rivalsa che accompagna invece l’invidia delle persone adulte, non è un demone che brucia dentro. Esiste ma non offusca con la sua ombra negativa l’intensità degli altri sentimenti; e così, nel momento del bisogno, Alessandro aiuterà Pippo senza la minima esitazione, come si conviene a un amico vero. La sontuosa eleganza delle tavole con i raffinatissimi collages e il gusto innato per la composizione dell’immagine rappresentano l’ennesima dimostrazione del genio “integrale” di Leo Lionni, un artista senza tempo che ha spinto il libro illustrato verso traguardi ancora ineguagliati.

 

 

 

 
 
 
 
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