Arabesk - Un cavallo coraggioso

Arabesk - Un cavallo coraggioso
Ella non ha genitori: è stata cresciuta da Marta, una balia, avendo sempre al suo fianco il suo migliore amico, il cavallo Arabesk, uno stupendo ronzino da torneo, con una macchia a forma di farfalla sulla fronte. Marta ed Ella sono molto povere e non hanno più di che vivere, perciò è necessario che anche Ella diventi la domestica di qualche castello. E, in effetti, le due si imbattono in un castello, che però non ha niente a che fare con le loro aspettative: è un edificio cadente, pieno di piccioni e abitato da un individuo davvero strano.  Nella fattispecie, stiamo parlando dell’esimio Rocco von Acciderbolin, cavaliere dall’armatura arrugginita e dall’ego smisurato. Marta lascia la bambina con lui, ma prima le affida un pugnale, appartenuto al padre di Ella, e la metà di un amuleto, la cui origine rimane avvolta da un mistero che la balia non vuole svelare. Ella si troverà a dover trattare col caratteraccio del cavaliere e lo accompagnerà ad un torneo dai risvolti davvero inaspettati…
Dopo il grande successo di Maga Martina (da cui sono statti tratti un paio di film), Knister torna con un’altra serie all'insegna dell'avventura, con molti degli ingredienti che hanno fatto la fortuna dei libri della maghetta. In questo primo episodio, il protagonista non è tanto Arabesk, quanto la sua piccola amica Ella: tra i due c’è un rapporto speciale, una telepatia e un’amicizia profonda. Gli altri personaggi sono un po’ scontati: il cavaliere derelitto e pasticcione, il principe cattivo e viziato, la balia robusta e materna, il monaco che in realtà non è un monaco e fa mosse di kung fu. Il tutto potrebbe risultare vincente, soprattutto in una lettura ad alta voce per i bambini della scuola primaria (già Maga Martina era stata apprezzata per questo), se non fosse che la storia è breve e, di fatto, non fa succedere nulla di straordinariamente avventuroso: c’è la partecipazione al torneo, è vero, che però risulta più come “una serie di fortunati eventi”, in cui i personaggi hanno davvero tutte le fortune! Forse il libro è pensato più per un uso attivo, ad esempio in classe, piuttosto che per una lettura individuale: lo dimostrano le numerose interruzioni (anche nel mezzo del racconto) da parte dell'autore che, segnalando l’intervento in colore diverso e con un calamaio, dà degli spunti sulle reazioni dei personaggi (cos’hanno pensato realmente, cosa intendevano, eccetera); in più, sparse qua e là ci sono delle schede tematiche su alcune tecniche, ricette o mosse compiute dai personaggi. Il risultato è una lettura non troppo scorrevole ma ricca di idee.

 

 

 
 
 
 
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