Archì

Archì

Chi sia Archì non lo sa neanche lui… Non sa molte cose Archì, è vero, però quelle che sa Archì le sa bene. Sa per esempio che quando soffia il vento spira forte. Oppure che soffiando dentro una cosa a forma di cono si produce una specie di suono. Che un passo dopo l’altro si procede in avanti. Si cade e poi ci si rialza. Sa anche che dopo ogni mattina sempre giunge la sera. Che con le lacrime piange e con la mente riesce a sognare. Che una cosa che ha le ali spicca il volo. Che il suolo può essere duro, sì, ma anche tanto soffice… Insomma, Archì “chi sia, non si sa: si sa che che è allegro e strano”.

È una sorta di tondo Arlecchino rivisitato ad uso e consumo dei più piccolini questo stravagante personaggio, ultimo nato dalla fantasia inesauribile del grande Roberto Piumini. Tutto giocato sui cromatismi pseudogeometrici delle illustrazioni di Emmanuelle Bastien, Topipittori rivolge un albo dritto dritto a lettori piccolissimi, dal fascino figurativo un po’ “vintage” ed echi della migliore creatività degli anni Settanta. Archì vive e parla un linguaggio essenziale, ha un pensiero semplificato fatto di sensazioni e considerazioni basiche che si adatta perfettamente al primo pensiero che si modella negli anni del primo di sviluppo. È un albo fortemente visivo, che regala attraverso questo buffo personaggio clownesco quelle piccole-grandi certezze comuni al bisogno di sicurezza bagaglio di ogni bambino; la purezza e l’ingenuità tutta meravigliosamente infantile di Archì regalano ai piccolini quella identificazione utile e necessaria a stimolare e arricchire le prime (fondamentali) riflessioni di crescita.



 

 

 

 
 
 
 

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