Aspetta

Aspetta
“Presto! Presto!” dice la mamma al bambino e lo trascina a passo svelto per strada mentre guarda l'orologio. Ma il bimbo ha visto un cagnolino: “Aspetta” chiede, si ferma, lo guarda da vicino, lo vuole accarezzare. La mamma aspetta un attimo, ma poi prosegue, veloce, sempre un poco avanti al bimbo, mentre lo ammonisce ancora: “Presto!”. Ma la città è grande e il bimbo vede una grande betoniera gialla, come non fermarsi appena un attimo a guardarla? Come non salutare l'operaio che lavora con quella macchina meravigliosa? In fretta in fretta mamma e bambino attraversano il parco, veloci lungo il sentiero. Ma nel parco c'è un vecchietto che dà il pane agli anatroccoli. E il bimbo vuole imitarlo, basta un attimo per nutrire una paperella! “Presto!” ripete la mamma, mentre si dirige verso la stazione. Ma proprio lì vicino c'è l'acquario. Al bimbo piace fermarsi a contemplare i pesci che nuotano, variopinti e silenziosi. “Aspetta” chiede di nuovo. La mamma permette che si fermi di fronte alla grande vasca di acqua azzurra, di fronte alla danza dei pesci, ma solo un attimo, perché, ancora, bisogna far presto...

Aspetta è un albo di grande intelligenza e di grande delicatezza che, in modo essenziale e profondo insieme, mette a confronto il tempo concitato degli adulti con quello dilatato e sognante dei bambini. E il finale, inattesa e trionfale esplosione di colori a tutto campo, svela che sono questi ultimi ad avere ragione: saper aspettare significa saper vedere persone, animali, cose che ci circondano in profondità e con empatia. Significa anche che ogni passo, perfino quello lungo, la strada consueta di ogni giorno può riservarci incontri e sorprese. Se ne accorge anche la mamma, perché nei brevi momenti in cui asseconda il suo bambino il suo volto si distende: il bimbo la coinvolge nei suoi stati d'animo di stupore, di gioia e di meraviglia. Antoinette Portis costruisce perfettamente, anche nell'andamento delle pagine con i loro personaggi tutti orientati da sinistra verso destra, come in una corsa, come in una camminata veloce, una storia di movimento e sollecitazione alternati a pausa, lentezza, riflessione. E invita adulti e bambini a considerare quanto queste ultime possano favorire gioiose scoperte.

 

 

 
 
 
 

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