Atlante delle esploratrici

Ventuno donne straordinarie, grazie al loro strepitoso coraggio e a una grandissima forza di volontà, testimoniano in epoche e Paesi molto lontani fra loro che è possibile affrontare la sfida più grande di tutte: saper superare i propri limiti e i limiti stessi conosciuti dai contemporanei. Dal XVII secolo ai giorni nostri, donne fuori dal comune hanno dimostrato capacità e competenze sorprendenti sfidando l’ignoto, come per esempio Maria Sybilla Merian che dedicò la sua vita allo studio degli insetti spingendosi addirittura nel Seicento in compagnia della figlia dall’Olanda fino al Suriname, allo scopo di disegnarne fiori e piante. Madre di tre figli, Annie ‘Londonderry’ Kopchovsky durante il suo giro del mondo fatto solo in bicicletta arrivò a dormire nei cimiteri per sentirsi al sicuro durante le notti passate in totale solitudine. Isabelle Eberhardt, invece, dalla Svizzera finì a vivere nella sua sognata Algeria, dove per superare le limitazioni islamiche nei confronti delle donne indossava abiti maschili: morì in un tragico paradosso a soli 27 anni affogata nel deserto…

La prima esploratrice con la cinepresa fu invece Osa Johnson, pioniera del documentario naturalistico, che continuò a vivere in Africa anche dopo la morte del suo amatissimo marito con il quale visse avventure incredibili, arrivando a rischiare anche la vita come durante l’incontro con una tribù cannibale (di cui fortunatamente riuscirono comunque a portare filmati girati). Fino ad arrivare ai giorni nostri, con la incredibile circumnavigazione del mondo in solitaria di una ragazzina di soli 15 anni, Laura Dekker, che in 518 giorni ha percorso circa 40.000 chilometri sulla sua barca a vela di 12 metri! Sono storie diverse fra loro ma al tempo stesso tutte comunque legate da uguali aspirazioni, dagli stessi sogni che si trovano alla base della spinta non comune che porta queste donne, siano esse giovani o più mature, a lasciare la propria zona protetta o tutto ciò fino a quel momento acquisito per spingersi oltre, oltre il conosciuto, oltre il possibile e affrontare sfide fuori dal comune viaggiando in territori lontani, esplorando ambienti e popoli al di là di ogni certezza e sicurezza. Che sia vissuta nel secolo scorso, nell’Ottocento o negli anni Duemila, in ognuna di queste donne straordinarie valori come sogno, curiosità, intraprendenza, perseveranza e passione si dimostrano le motivazioni comuni al loro cuore. Esplorare il mondo ed esplorare sé stesse. Testo e disegni in questo atlante che descrive le storie incredibili di questi viaggi si devono alla penna e alla matita di Riccardo Francavilla, mentre le immagini sono colorate dalla mano di Margherita Sgarlata, sua moglie. Queste eccezionali esperienze di esplorazione e di superamento dei propri limiti, che molto spesso si sono spinte fino al limite della stessa sopravvivenza e hanno sfidato nei secoli scorsi fino a tutt’oggi le convenzioni e i radicati preconcetti circa il ruolo e le poche possibilità permesse fino a quel momento ad una donna, non sono ricordate nei libri di testo storici al contrario delle imprese dei loro corrispettivi maschili. Ecco dunque che rappresentano grandissimi esempi di coraggio e spirito di avventura, non ultimo per essersi opposte con determinazione agli stereotipi e ai pregiudizi del tempo e avere affermato la libertà di scegliere la vita che si desidera.



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