Babbo Sgnak e le sue stranestorie preferite

Babbo Sgnak e le sue stranestorie preferite
“Carlo Camillo Coniglio va a pescare. Non ha la licenza. Chi se ne importa? Non ci sono pesci”. “Quando il signor Ciccio Bagordo va nel suo ristorante preferito ordina tutto quel che c'è sul menù. L'altra sera, a cena, si è rimpinzato tanto che è uscito direttamente dal pavimento”. “Il signor Bianchi è cieco. La signora Bianchi è inferma. Sono vecchi. Sono felici. Sono insieme”. E poi una nave da battaglia affondata da un monello a bordo di una vasca da bagno; una pianta carnivora che fa numeri da circo; un quartetto di trombonisti che tormenta gli inquilini di un palazzo; una coppia di uccelli alle prese col nido difettoso; uno drago multiuso che accende anche i sigari...
Le stranestorie di Babbo Sgnak, pubblicate per la prima volta nel 1971, tornano in una nuova, fiammante edizione per i tipi de Il gioco di leggere, che ha costruito un intero catalogo attorno al recupero intelligente dei classici dell'illustrazione per l'infanzia. Il nonsense è il filo che lega queste microstorie di animali (che in realtà si vestono e agiscono come esseri umani) in cui le situazioni quotidiane più banali scartano bruscamente verso l'assurdo e l'incongruo. Si tratta di piccoli pezzi, schegge di racconto messe una accanto all'altra senza soluzione di continuità, in cui manca perfino l'indicazione del titolo. A tenerle assieme ci sono i disegni inconfondibili di Tomi Ungerer, quello dei Tre briganti, cui bastano un paio di tavole (in qualche caso una soltanto) per mettere in scena con stralunata ironia questo zibaldone di assurderie, arricchendolo di riferimenti alla contemporaneità (gli psichedelici inizi degli anni Settanta) e di una sottile vena di satira sociopolitica. Il grande illustratore alsaziano sembra perfettamente a suo agio con la follia umoristica del testo e lo dimostra paradossalmente infittendo di dettagli le tavole del libro, rimpolpandole di “reale” finché lo scenario nonsense non acquista uno straniante senso di familiarità. Ai potenziali acquirenti farà piacere sapere che la maggior parte delle delizie di Babbo Sgnak e le sue stranestorie preferite è, come sempre nel caso di Ungerer, perfettamente a portata di bambino. Quindi niente paura, fatevi aiutare dalla prole a sospendere la vostra testarda incredulità, spegnete il navigatore per questa volta. Ne vale la pena...

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