Batman - Omicidio a Villa Wayne

Batman - Omicidio a Villa Wayne
Batman è da poco in attività: è ancora un supereroe inesperto, e i criminali non lo conoscono bene. Quindi ne hanno una paura fottuta. Bene, direte voi. Ma la paura a volte gioca brutti scherzi, perché moltiplica le forze e rende le azioni disperate. E così che può succedere che un cecchino della mafia un po’ goffo faccia cadere un giustiziere mascherato agilissimo dal tetto di un palazzo. Tra la morte e Batman ci sono solo dei cavi elettrici…e l’addestramento inumano al quale l’eroe si è sottoposto negli anni precedenti, naturalmente. Salvo per un pelo! A letto per qualche giorno in compagnia di brodo di pollo e pillole antidolorifiche, accudito dal fido maggiordomo Alfred, Bruce Wayne alias Batman approfitta dello stop forzato per monitorare i lavori nel giardino della sua tenuta, timoroso che gli operai edili per sbaglio scoprano la Batcaverna e mandino all’aria la sua identità segreta. D’un tratto, trambusto, grida degli operai: cosa è successo? E’ successo che quello che sembrava un tappeto arrotolato sepolto si è rivelato qualcosa di molto diverso: avvolto in una lurida tela incatramata c’è infatti uno scheletro umano che indossa una mascherina argentata attorno al cranio e una collana attorno al collo. Sul posto arriva subito la polizia, e il commissario Gordon inizia a fare le prime congetture. Bruce nota nei pressi del cadavere un bigliettino sfuggito agli investigatori: è l’invito a una festa mascherata organizzata decenni prima dai suoi genitori proprio lì, a Villa Wayne, e sul retro c’è scritto “Se non posso averti”. Ma chi lo ha scritto? Mentre Bruce si lambicca la mente, lo shock: Alfred ha riconosciuto la collana dello scheletro, apparteneva a una giovane dipendente della Wayne Enterprise. La memoria del padre di Bruce sta per essere sporcata di fango o qualcuno vuole incastrare il miliardario? E chi è la misteriosa Maschera Nera del Destino che attenta alla vita di Bruce? Sta a Batman indagare…
Year One o giù di lì: lo sceneggiatore Duane Swierczynski (Punisher, X-Men) e il disegnatore David Lapham (Harbinger, Stray Bullets) raccontano a un pubblico di teenager una storia che non solo riguarda il primo periodo della ‘carriera’ di giustiziere di Batman, ma scava addirittura nel passato della sua famiglia, rendendo più umani dei genitori tropo spessi ridotti a figure mitizzate e astratte, ma correndo anche il rischio di metterne a nudo miserie e segreti (e senza trascurare il fatto che dal punto di vista della continuity batmaniana si registra la prima apparizione del villain Maschera Nera del Destino). Il tutto utilizzando quella modalità interattiva che da qualche anno a questa parte sta conoscendo un successo crescente nella letteratura per ragazzi. In che consiste? Nell’inserimento nei libri di corpi apparentemente estranei o comunque non canonici: biglietti, mappe, piccoli oggetti, tutti funzionali alla trama, fino a farla ‘toccare con mano’ ai lettori. Un esempio: Bruce Wayne rinviene vicino al cadavere disseppellito nel giardino di casa sua un biglietto? Nel testo non vi è alcuna descrizione del suo contenuto: c’è invece nel volume una taschina con il biglietto, che provvederete a leggervi per conto vostro. Un approccio assolutamente godibile per degli adolescenti, simpatico per degli adulti non avvezzi a un uso simile dei libri, terrificante per dei collezionisti timorosi di lasciare segni di usura sui loro libri preferiti.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER