Biancaneve

Biancaneve
“Una volta, in inverno inoltrato, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina cuciva seduta accanto a una finestra dalla cornice d'ebano. E, mentre cuciva e alzava gli occhi per guardare la neve, si punse un dito e tre gocce di sangue caddero nella neve.” Chi non conosce la fiaba di Biancaneve? Una bambina, poi donna, dalla bellezza straordinaria, amata dalla madre che muore nel darla alla luce e destinata ad una matrigna invidiosa e crudele che tenterà in tutti i modi di ucciderla per rimanere “la più bella del reame”. La malvagità della strega matrigna e la caparbia sottovalutazione da parte di Biancaneve dell’ odio della sua persecutrice, costano alla fanciulla una strana morte in cui invece di decomporsi fiorisce e cresce in bellezza. Così, sconosciuta a sè stessa e al mondo, in un fitto bosco, dentro una teca di cristallo, protetta dai suoi sette piccoli guardiani, Biancaneve si trasforma da bambina in giovane donna. La voglia di perdersi di un giovane re la salva dalla solitudine e dal letargo a cui l’aveva destinata la matrigna. Meno lieta la fine della matrigna costretta dal giovane re a danzare durante il matrimonio della figliastra su scarpe di ferro arroventate fino al sopraggiungere della morte.

Le illustrazioni rendono in modo esemplare la forza e la bellezza della fiaba dei fratelli Grimm, queta volta non diluita per renderla avvicinabile dai bambini più piccoli. Chi non ha mai letto l'originale potrà gustarsi delle piacevoli sorprese. Michelangelo Rossato raccoglie questa pietra preziosa e fa risplendere i suoi colori e le sue irridescenze intense e antiche, accostando al testo originale le sue illustrazioni dal sapore esotico. Le acconciature ricordano quelle delle imperatrici giapponesi, i colli lunghi e le posizioni statiche invece le statuette africane, come anche i sette nani dalle maschere lignee. Il tema della maternità e del femminile proprio della fiaba di Biancaneve è interpretato dall’autore nella sua valenza archetipica: vivida, intensa, a volte crudele, ma bella, bellissima. La madre ama e desidera per la propria futura figlia, e quindi anche per sè, la purezza, la passione e la forza: il bianco della neve, il rosso del sangue e il nero dell'ebano. Le tinte forti della fiaba dei fratelli Grimm si accendono nelle mani del talentuoso Michelangelo Rossato. Non c'è spazio per la retorica sull'amore materno votato al sacrificio e alla rinuncia poco credibile alla bellezza fisica. La madre-matrigna è bella e lo sa, è potente e lo sa. Come avrebbe infatti potuto desiderare, da buona madre, una figlia dalle meravigliose fattezze come Biancaneve? Devi avere avuto una donna che ha desiderato e sognato per te passione, purezza, forza e bellezza per nascere Biancaneve. Devi affrontare con elegante determinazione gli attacchi omicidi di una matrigna crudele che odia disperatamente colei che con la propria esistenza giorno dopo giorno le ricorda ciò che sta perdendo, per diventare la regina Biancaneve. Questo bel libro illustrato si sfoglia con un piacere simile a quello che si prova quando si ammira un affresco in cui il restauratore ha riportato alla luce ciò che il tempo ha indebolito, edulcorato, sbiadito. È un lavoro di artigianato colto e raffinato che anche i bambini apprezzano con l’attenzione di chi sta ascoltando qualcosa insieme di nuovo e d’antico, con punte di tollerabile crudeltà (test su bimba decenne).

 

 

 
 
 
 

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