Capitan Calamaio e il libro magico

Capitan Calamaio e il libro magico
C’era una volta Capitan Speranza, impavido conquistatore, e Perla, la sua sposa, che porta in grembo il loro bambino. Nonostante l’assenza del padre in giro per scorribande, Calamaio nasce e, anziché emettere il suo primo vagito, la sua venuta al mondo è accompagnata da una fragorosa risata che fa versare una boccetta di inchiostro tra l’ilarità generale. Sebbene da sempre speranza e ottimismo la caratterizzano, Perla viene colpita da una grave malattia, l’Abbandonio, a causa dell’assenza del marito e muore al compimento del terzo compleanno del bambino. Calamaio cresce con la passione per la scrittura, eredità materna, tra i pirati che lo snobbano e lo ritengono uno “svitato”: anziché la spada, è convinto che si possa vincere un duello usando solo le parole. Dopo gli studi, decide che il suo destino si compirà diventando a sua volta Capitano, esattamente come suo padre. Quel padre che non ha mai conosciuto ma di cui ha sentito evocare il coraggio. Sa, però, che potrà realizzare il suo sogno solo una volta che lo avrà ritrovato. Per questo motivo prende il mare e va via. Da solo. Scopre così che a lui è affidato un incarico importante: è l’eletto che diventerà “ambasciatore di cultura con il compito di esportare in giro per il mondo i libri custoditi nella Leggendaria Biblioteca” minacciata da Capitan Macero. Sarà pronto Calamaio a sconfiggere Capitan Macero senza armi né spargimento di sangue? Calamaio è solo, senza ciurma e perfino senza provviste…
Novello Ulisse, Calamaio affronta un viaggio arduo attraverso lidi sconosciuti e si trova di fronte a personaggi inaspettati e situazioni imprevedibili. I suoi compagni di avventura sono i gemelli Biro e Stilo, Penna, Pennino e Inchiostro. Il viaggio lo porta a solcare i Mari della Conoscenza con il suo veliero, Pergamena, per approdare all’Isola del Sapere e alla sua Leggendaria Biblioteca. La narrazione, così, si sviluppa come una metafora libresca appassionante e al contempo semplice ed accessibile. Al testo si alternano poesie e stornelli, e disegni dal tratto deciso che svelano i personaggi e accompagnano piacevolmente la lettura, soprattutto dei più piccoli. Il romanzo è la biografia di un pirata che racconta la potenza della scrittura e il valore dei libri e della conoscenza. Un inno alla capacità di cambiare il mondo attraverso il pensiero e la parola. Una dichiarazione d’amore alla carta stampata, al profumo delle pagine da sfogliare e al piacere di immergersi nella lettura. Totalmente controcorrente rispetto al proliferare di e-book e applicazioni tecnologiche che oggi, sempre più, sostituiscono il cartaceo. Ma nonostante il nostalgico afflato verso la carta stampata, resta la consapevolezza che, a prescindere dalla forma,  rimane il valore del libro. È lo stesso Calamaio, infatti, ad esclamare, alla fine: “Evviva i libri e le avventure!”. Come dargli torto…!

 

 

 
 
 
 
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