Cappuccetto Rosso

Cappuccetto Rosso

Cappuccetto Rosso è una bambina che abita nel bosco; ha questo soprannome per via di un bel mantello di nappa rossa che le è stato regalato e che lei indossa sempre. Un giorno, andando a portare un po' di provviste alla nonna, che abita all'interno della foresta, si imbatte in un lupo, che elabora un bel piano: distrarrà la bambina, facendole raccogliere dei fiori, e nel frattempo andrà a papparsi la nonna, per poi mangiare Cappuccetto per dessert. Così corre a casa dell'anziana signora, la ingoia in un sol boccone e poi, nonostante i sospetti della bimba (“Nonna, che orecchie grosse che hai!”), si mangia anche lei. Poi cade in un sonno profondo e il suo russare attira l'attenzione di un cacciatore che, capita la situazione, apre la pancia del lupaccio, ne tira fuori le due sventurate e la riempie di sassi. Il povero predatore, appesantito, va verso il torrente per bere ma, a causa del peso, cade in acqua e annega. Il cacciatore, la nonna e Cappuccetto Rosso possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.

La classica – anzi, superclassica – favola dei fratelli Grimm viene raccontata, senza variazioni, da Roberto Piumini e illustrata, con belle tavole illustrate di grande formato da Elena Temporin. Cappuccetto Rosso è una garanzia e gli autori lo sanno bene: saggiamente hanno deciso di non apportare modifiche a una storia che ormai è nell'immaginario di tutti e che funziona perfettamente così com'è. Piumini, tuttavia, non rinuncia del tutto a una nota personale e, riprendendo l'antica tradizione di fiabe e novelle italiane, inventa una nuova formula di chiusura del racconto, sottolineando ancora una volta il carattere senza tempo della fiaba di Cappuccetto Rosso: “questa è la storia e adesso è finita. C'è chi l'ha detta e chi l'ha sentita”.



 

 

 

 
 
 
 

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