C'era una voce

C'era una voce
Cosa c'era prima? “Prima, sì, prima-prima”. “Prima di tutto! Intanto – questo lo credo io – prima c'era soltanto... c'era il cuore di Dio”. E poi la sua solitudine, quindi le nuvole che gli fanno da chioma, astri come biglie, la gioia e il movimento, lo spazio e il tempo. Una terra da modellare come plastilina, facendo i poli e poi le cavità di mari, fiumi, monti, colline. La stanchezza e il fuoco, il sudore e la vita, le creature, il riposo. Infine un richiamo, che però risuona nel vuoto... E dall'argilla un figlio... l'uomo. “Quindi: c'era una voce – c'era una volta, prima... - prima c'era una voce, poi due voci. E una rima.”
Alessandro Gottardo è un grafico di esperienza internazionale, anche se relativamente giovane (è del 1977), e la sua esperienza si sente: la sintesi e la pregnanza delle illustrazioni valorizzano al massimo il  “poemetto che trovò fiato a Nuoro nel 2002” di Alessandra Berardi. Dalle doppie pagine dell'albo, emerge un Dio gioioso creatore, rappresentato attraverso dettagli che ne suggeriscono la presenza senza esplicitarla: un'ombra, una nuvola, la sagoma di un rapace. La scrittura, come l'illustrazione, è essenziale e asciutta, perfettamente calibrata nel ritmo e nello stile ma anche nella narrazione: è davvero raro imbattersi in albi illustrati (ma non solo) con testi così curati.  La Creazione come narrata nella Bibbia – il tentativo di rispondere alla domanda delle domande “Cosa c'era prima?” da un punto di vista religioso – in fondo è soltanto una delle tante versioni esistenti della genesi del Tutto, e la presenza di un dio tutto sommato cristiano non rende quest'albo “confessionale” (insomma siamo in territori lontani dal catechismo). E non è un dio a misura di bambino, quello di C'era una voce. Semmai è un dio veramente bambino, con tutta l'energia creativa e incontenibile di ogni piccolo uomo. Il racconto della creazione rappresenta l'occasione, lo spunto per mostrare che anche un potere sconfinato, se capace di gioia e d'amore, produce bellezza e tenerezza paterna: un'immagine e un messaggio rassicuranti, ma anche evocativi e poetici, ispiratori. Insomma non siamo di fronte a una semplificazione o una favoletta, ma ad un'opera poetica completa, in cui il testo e le illustrazioni generano una fascinazione totale che il lettore – bambino e adulto – saprà apprezzare scoprendo o riscoprendo il gusto del mito e della bellezza.

 

 

 
 
 
 
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