Charlotte Doyle

Charlotte Doyle

Lasciare l’Inghilterra e la sicurezza del college e tornare a casa, in America. Charlotte ha fatto le sue valigie pronta a imbarcarsi a Liverpool, lì attraccata al molo, una nave l’aspetta per riportarla a Providence dai suoi genitori, o almeno questo è il piano, ma quando il bisbetico Mr Grammage la lascia lì al porto, unica passeggera e sola presenza femminile a bordo della Seahawk, la ragazzina capisce che qualcosa non va. Chi sarà mai il capitano Jaggery e perché tutti lo temono come la morte? Una futura lady nell’Europa del 1832, alle prese con filibustieri e lupi di mare dal losco passato. Sinistre presenze si addensano sul cielo sgombro, il vento gonfia le vele e la lunga traversata di Charlotte sta per cominciare…

L’inattesa evoluzione di una tredicenne ingessata educata alle più raffinate maniere, che si ritrova presto a scalare sartie, ammainare le vele e issare bandiera sull’albero maestro. Una storia su come superare le convenzioni e affermare se stessi attraverso il coraggio delle proprie scelte, pubblicata per la prima volta da Avon Books nel 1990. Edward Irving Wortis - in arte Avi -, ha superato la disgrafia infantile perseverando nella scrittura (fortunatamente diremmo), da qui la lunga bibliografia pari solo alla lista di premi e riconoscimenti ricevuti. In Le avventure di Charlotte Doyle, a raccontare i fatti in prima persona è la protagonista attraverso il suo diario, in esso narra come dalla ritrosia verso ogni forma di coinvolgimento con persone non del suo stesso rango, si ritrovi a vivere gomito a gomito con marinai dalla linguaccia e dai modi spicci. Come il ‘miracolo’ arrivi a compiersi, è dato scoprirlo solo al temerario lettore che arriva all’ultima pagina.



 

 

 
 
 
 

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