Che cos’è la vita

La vita è come una strada, una via, un percorso, un sentiero che però si comincia a conoscere solo attraversandolo, da fuori se ne può avere un’idea esclusivamente parziale e sommaria. È un’avventura con molte curiosità e altrettanti pericoli, decisioni che cambiano il corso delle cose e ragionevoli dubbi. A volte scorre troppo velocemente, altre, invece, è decisamente troppo lenta. Non è facile, insomma. È pervasa di momenti oscuri, ma anche, al tempo stesso, può essere ricchissima di curiose casualità, di mille difficoltà che si susseguono e che paiono insormontabili e pure di inaspettati superamenti, di apparenti disparità, inversioni obbligatorie e lunghi, ma invero necessari, silenzi. A volte però succede, qualcosa che magari comporta un’altra cosa, a cui non si pensava, che non si immaginava nemmeno, che non si credeva affatto possibile, ed è allora, lì, proprio in quei momenti e in quelle situazioni, che la vita si mostra realmente per quello che può essere ed è, ed è meravigliosa…

“Amarsi un po’/ è come bere, più facile/ è respirare”, recita il testo di una delle più celebri canzoni di uno dei più amati artisti della storia della musica leggera del Novecento italiano, ormai scomparso da oltre vent’anni: l’amore è infatti una cosa naturale e necessaria ma non semplicissima, che va curata quotidianamente come una pianta, è la fonte e la radice dell’esistenza stessa, che da due io genera un noi. È un incastro che non sempre riesce, è un’araba fenice che sfugge e non si trova e che certe volte resta cenere e basta, soprattutto è un percorso che si compie insieme. Ogni vita infatti ha il suo tracciato, ma non vuol dire che tutto sia scritto, che dobbiamo essere passivi di fronte agli eventi: semplicemente, facendo del nostro meglio, dobbiamo essere pronti a riconoscere quando le svolte del nostro percorso ci conducono, qualche volta inaspettatamente e persino nostro malgrado, a fare sì che la rotta si accosti a quella di qualche sconosciuto senza il quale ci sentiremmo d’improvviso incompleti. Sulle facciate delle pagine dirimpetto l’una all’altra Guridi, che ha una bellissima mano e uno stile chiaro, simbolico, semplice, facilissimo da comprendere, adatto a tutti e capace di generare immediata empatia (si è formato alla facoltà di belle arti di Siviglia, ha oltre vent’anni di carriera, ha lavorato nell’immagine, nel design, nella pubblicità, ha pubblicato oltre sessanta libri, è stato premiato più volte a livello internazionale per i suoi lavori per l’infanzia), parla proprio di questo mediante la sua arte sopraffina, dipingendo due sentieri (il titolo originale dell’opera di cui scrive anche i testi è infatti il più efficace Dos caminos , Due cammini ), uno rosa e uno blu, che poi d’un tratto si toccano e tratteggiano alla perfezione tutti i colori dell’innamoramento.



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