Chi c’è sotto il letto?

Chi c’è sotto il letto?

La storia di Cappuccetto Rosso, con la sua ecatombe finale, è l’ideale per dare la buonanotte a un piccolo mostro che cresce sempre più orribile, coi suoi tre occhi, le otto zampe, e il color verdino. Ma dopo la buonanotte, anche un mostrino deve andare a dormire, sperando di fare tanti spaventosi incubi, in quel regno da cui nessun umano ha mai fatto ritorno. A meno che, un fruscìo da sotto il letto non crei un diversivo: e non è uno dei mostri della famiglia, ma un bambino. Proprio un bambino normale, con i suoi due occhi, le due braccia e le due gambe, che ieri sera guardava un film spaventoso mentre mangiava di nascosto pizza con le acciughe. Un bambino davvero impressionato dalla riuscita del travestimento del piccolo mostro. Sembra non esserci nulla di cui questo ragazzino abbia paura, né le storie sui parenti del mostro, né il fischio del vento né lo scoppio di un tuono, anzi non vede l’ora di provarla, la maschera del mostrino, e magari fare merenda assieme, finché la situazione non comincia a diventare, in effetti, un po’ strana.

Nel mondo che conosciamo le fiabe hanno un lieto fine quando i lupi non sbranano tutti gli altri personaggi e “orribile” non è certo un complimento, ma i riti della buonanotte tra mamme e mostrini sembrano simili a quelli che conosciamo. Perfino i piccoli mostri, quando crescono, non si accontentano più della versione edulcorata delle storie. La stranezza, in questo mondo, ovviamente non è la presenza dei mostri né la gustosissima fiaba al contrario che apre la storia, ma quella di un bambino, comparso sotto il letto, decisamente spavaldo e pronto a mettere in discussione la spaventosità di questi mostri. La paura è qualcosa che si evita ma che si può anche cercare, quando ci si sente al sicuro. Giocare con le piccole paure dei bambini aiuta a sdrammatizzarle, a incoraggiare la curiosità nei confronti del diverso e a insegnar loro un po’ di sana prudenza (o almeno a dar retta ai grandi quanto a spuntini fuori programma e di nascosto, magari in cambio di qualche dolcetto in stile Halloween come quelli offerti dalla mamma-mostro). Mostri e bambini in un gioco di paure e rincorse che funziona benissimo anche a parti invertite: la storia non è particolarmente originale né particolarmente elaborata, ma funziona sempre, soprattutto se a renderla accattivante sono un'edizione a metà tra il cartonato e l’albo vero e proprio, due autori già esperti in tema di mostri, e i personaggi dallo stile inconfondibile di Anna Laura Cantone.


 

 

 

 
 
 
 

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