Cielo bambino

Cielo bambino
Tante stelline in un cielo blu e poi il sole che scalda, che brucia e che scotta; ecco le nuvole spinte dal vento e poi la pioggia; la notte nera come un mistero e di nuovo il giorno col sole caldo, poi la neve e ancora la notte… L’alba e il tramonto, la luna che cala, le nuvole, i pianeti, gli astri.
Una raccolta di poesie che racconta la bellezza delle stagioni, l’alternanza dei cicli astronomici, il mistero di ciò che abita sopra di noi, nel cielo, a cui  rischiamo di non fare più caso se non facciamo come i bambini, che si fermano con il naso all’insù, curiosi e attenti, ad osservare ciò cambia nel cielo.
Versi dedicate al cielo, alla notte, alla luna e alle stelle, scritte da Alessandro Riccioni. Parole scelte, aggettivi precisi che riescono a restituire perfettamente colori, suoni e immagini. “Alba bell’alba che sali piano, il mare e il cielo si danno la mano: il nuovo giorno va a cominciare”.
Sono davvero belli, gli albi di Topipittori. Il titolo è perfetto, molto intuitiva l’idea di comparare il cielo ad un bambino. I testi emozionanti di Riccioni si abbinano perfettamente alle tavole di Alicia Baladan (artista sud-americana di nascita ma italiana d'adozione, scoperta dal proverbiale fiuto di Topipittori), squisitamente infantili ma curate nei minimi particolari. Le illustrazioni riempiono interamente le pagine e si fondono tra loro, mescolando immagini reali di animali, cose e persone ad aspetti fantastici, il pavimento che diventa una spiaggia, o la possibilità di tenere la luna legata ad un filo, come se uscissero direttamente dall’immaginazione del bambino. Il tratto è leggero e delicato e le immagini trasmettono il senso poetico e dolce del trascorrere dei giorni e delle stagioni. Un altro elemento che rende magico questo libro e lo completa, è la scelta dei colori pastello, in diverse sfumature di azzurro, delicate e leggere. Con il sole-mongolfiera che dalla copertina che invita gloriosamente ad entrare, Cielo bambino è un regalo perfetto per una mamma e il suo bambino (citiamo la mamma per comodità, vanno bene anche i papà), da sfogliare lentamente, magari sotto le coperte, per sorridere del temporale e del buio della notte, e da leggere a voce alta, una parola alla volta, assaporandone la magia. “Cielo, sii buono, tranquillo e sereno, lascia che il tuono si perda lontano”.

 

 

 
 
 
 
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