Cipì

Cipì
Auguri Cipì! Ripubblicato a cinquant’anni dalla prima edizione in una elegante veste cartonata, questo testo è oramai annoverato tra i classici della letteratura infantile e molti di noi ne conservano una copia in libreria. La storia dell’uccellino Cipì e della sua compagna Passerì, ma anche quella di un gatto, di una margherita, del sole e della luna, delle stelle e del vento, insomma anche una storia delle stagioni, raccontata dal maestro Mario Lodi e dai suoi ragazzi, con fantasia e un pizzico di poesia. Dalla finestra della loro aula di una scuola di campagna, gli alunni di questo lungimirante maestro vivono il trascorrere delle stagioni, seguono il mutare della natura, ed osservano la vita dei passeri sui tetti. Nasce così il racconto di Cipì, passerotto vivace e birichino, curioso di conoscere il mondo prima ancora di imparare a volare, e di Passerì, la passerotta ferita da un cacciatore e accudita da Cipì fino alla sua guarigione. I due si innamorano e decidono di costruire insieme un nido. Vivranno molte avventure, anche pericolose, e saranno felici insieme.
Il linguaggio utilizzato sembra davvero quello della poesia: ci sono metafore bellissime (il sole è la palla di fuoco, il fiume un nastro d’argento, i fiocchi di neve sono farfallette bianche, il temporale è come la guerra) e personificazioni (i pioppi sono carabinieri, Margherì è la margherita-poeta) che i giovani lettori non sono più abituati a trovare nei libri “moderni”. Seguendo le avventure di Cipì, a volte identificandosi in lui, i ragazzi hanno descritto la loro vita, le loro scoperte. Il valore fondamentale di questa storia, ancora oggi molto valido, consiste proprio nel fatto che è stata scritta da fanciulli (come di diceva un tempo), che l’hanno anche illustrata con i loro disegni, e dal loro maestro, seguendo un percorso pedagogico innovativo, che preferisce rispettare i tempi dell’apprendimento del bambino piuttosto che imporre regole autoritarie o rifarsi a schemi prestabiliti a priori. Il libro potrebbe essere letto a voce alta da un genitore a suo figlio, magari a puntate, ogni sera un’avventura. D’altro canto, la storia si presta perfettamente anche come strumento didattico per un insegnante della scuola primaria di primo grado, che potrebbe utilizzarla per approfondire diversi argomenti: mondo animale e mondo vegetale, stagioni, musica (il libro contiene molto suoni: i versi degli animali, il rumore del vento, il suono del battito del cuore della mamma di Cipì), e cogliere lo spunto per affrontare anche concetti universali quali amicizia, amore e crescita.

 

 

 

 
 
 
 
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