Come in un film

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Olivia ha tredici anni e frequenta la terza media, non può votare, comprarsi un cane, né viaggiare in aereo da sola. Non ha nemmeno le chiavi di casa, insomma non può fare niente di ciò che vuole, come al contrario può fare sua madre che, in quanto adulta, può decidere e scegliere di fare quanto desidera della sua vita. Questo almeno è quello che pensa la ragazza ed è per tale motivo che inizialmente è molto arrabbiata con sua madre, soprattutto da quando in casa è saltata anche la luce e la madre pare non essere in grado di risolvere la situazione. Ma ciò che all’inizio crede sia solo un guasto, si rivela essere invece un problema enorme: la madre, attrice, ha perso il lavoro e la loro situazione economica peggiora molto rapidamente. Ad un tratto non ci sono più soldi per pagare il mutuo della casa, la scuola, la mensa scolastica, il riscaldamento, l’elettricità, persino il cibo scarseggia; a scuola i compagni la isolano e a casa la madre, in crisi profonda, è come se non ci fosse. Così tocca alla ragazza rimboccarsi le maniche e provare a reagire, soprattutto per impedire che il fratello Tim, di appena sette anni, scopra la verità; decide quindi di raccontargli che alcuni importanti produttori di Hollywood stanno girando un film sulla loro vita e che tutto quello che sta accadendo, incluso lo sfratto da casa, sia una finzione, per quanto molto realistica. Saranno proprio la nuova casa, in realtà occupata abusivamente, e le persone incontrate nel quartiere, tra cui la meravigliosa mamma Fatou e suo figlio maggiore Lamin, a fare in modo che la loro situazione pian piano migliori e la vita torni a sorridere…

Maite Carranza scrive la storia di una famiglia come tante, che all’improvviso si ritrova a dover superare problemi economici molto pesanti; con un linguaggio asciutto e a tratti ironico, descrive una situazione oggi molto diffusa, legata alla perdita del lavoro, e racconta la storia di una ragazza che trova il coraggio di affrontare enormi difficoltà per amore del fratello. Olivia sarà costretta ad imparare che anche gli adulti, soprattutto i genitori, che dovrebbero sostenere e supportare i propri figli, possono in realtà andare in crisi ed aver bisogno di sostegno, a volte proprio dai figli stessi. La storia è raccontata da diversi punti di vista: quello di Olivia, che funge da voce narrante, ma anche quello dell’amica della madre che li aiuterà dopo lo sfratto da casa, e quello emblematico della vicina di casa, che chiude loro la porta in faccia nel momento del bisogno e non dimostra alcun sentimento di compassione verso una famiglia tanto sfortunata, mostrando al lettore di dieci/undici anni un quadro di mancata integrazione sociale, argomento anche questo purtroppo molto attuale.

 


 

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