Complotto di classe

Complotto di classe
Verdi giardini e viali con lunghe distese di alberi ai lati, bungalow e cottage come dormitori per i ragazzi, trekking e tennis come programma di educazione fisica, cibo e bevande sane come alimenti della mensa scolastica. Corsi di studio che variano dalla biologia alla politica, dalle lingue al giornalismo. Questa è la Allbright Academy. Scuola d’elite mito per tutti i genitori. Un istituto perfetto. Almeno all’apparenza. I tre fratelli Sharp - Zoe e J.D. i due gemelli e Franny, la sorella maggiore - studiano proprio qui, con risultati sorprendenti e grande soddisfazione da parte della famiglia. Dopo varie vicissitudini si ritrovano ora in un ambiente scolastico apparentemente senza punti deboli: niente più bulli e professori ingiusti, soltanto studenti eccellenti e disciplinati, docenti preparati e disponibili, presidi preoccupati per l’avvenire degli scolari e pronti a tutto per venire incontro ai bisogni degli allievi. Ma questa perfezione finisce con l’insospettire Franny e gli altri che incominciano a indagare sul mistero della scuola. Il comportamento subdolo dei tutori, il malore di un’amica, tutte tracce che li portano gli improvvisati investigatori fino alle cucine della scuola…
Chi non sognerebbe una scuola come la Allbright Academy? Per poter studiare materie affascinanti e avere compagni e professori perfetti tutti saremmo pronti a trasferirci lì. Tutti, a parte chi ha avuto l’occasione di leggere questo libro, strutturato come un diario della protagonista, che racconta in prima persona la sua vita scolastica alla Allbright. Travestiti da investigatori a fianco di Franny e compagni si esplora la scuola - e la descrizione è così coinvolgente che alla fine sembra quasi di aver trascorso un anno scolastico al loro fianco - dalle classi al magazzino della cucina per svelare il mistero che si cela dietro lo strano comportamento degli studenti. Forse il mistero avrebbe potuto essere congegnato meglio, invece rischia di annoiare per la eccessiva semplicità (ai limiti della banalità). Anche il suo evolversi lento è un punto a sfavore: bisogna infatti aspettare la metà inoltrata del libro per cominciare a riconoscerlo come un giallo. La scrittura in generale è scorrevole, asciutta, senza descrizioni pesanti, e la caratterizzazione psicologica dei personaggi è curata; ma a salvare il libro è soprattutto la capacità dell'autrice di far nascere comunque nel lettore una "insana" curiosità che lo spinge a voler sapere a tutti i costi cosa nasconde la Allbright Academy. Poi ci sono interessanti spunti sul mondo dell’istruzione, una serie di personaggi storici e letterari importanti. Consigliato solo a chi vuole dedicarsi a una lettura leggera e non a chi cerca in un giallo una sfida intellettuale. Anche riguardo all’età bisogna mettere dei limiti: per tutti i ragazzi fino ai 12 anni di età, dopodiché meglio cercare altrove.

 

 

 
 
 
 
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