Coraline

Coraline

Coraline va a vivere con la mamma ed il papà in una grande e vecchia casa. Al piano di sotto vivono due anziane ex attrici di teatro, mentre al piano di sopra abita un bizzarro vecchio che addestra topi. Nel salone della casa di Coraline c'è una porta che dà su un muro di mattoni che attira irresistibilmente la curiosità della bambina. Un giorno trova quella porta aperta, e il muro di mattoni è sparito: al di là, una casa esattamente uguale a quella al di qua della porta, con una Altra mamma ed un Altro papà, più gentili e disponibili di quelli veri, ma con bottoni neri cuciti sul viso al posto degli occhi. Coraline si insospettisce e decide di tornare indietro, ma trova la sua casa deserta: dove sono finiti mamma e papà? C'è un solo modo per capirlo: tornare nello strano mondo oltre la porta...
Neil Gaiman, grande sacerdote del fumetto dark e vincitore a mani basse dei Premi Hugo e Nebula con il suo romanzo American Gods, intinge la penna in un inchiostro più nero che mai e si dedica alla madre di tutte le letterature, la favola. Partorendo una storia talmente zeppa di antichissimi archetipi e di citazioni da permettere infiniti livelli di lettura (finanche quello psichiatrico) a bambini ed adulti, proprio come ogni favola degna di questo nome. Già questa sarebbe un'impresa di tutto rispetto, ma Gaiman non si ferma qui, e ci travolge con un manifesto estetico dal gusto "timburtoniano" (non a caso si sta lavorando ad una riduzione cinematografica del libro, per la regia di Henry Selick, già dietro alla macchina da presa nel bellissimo ed affine Nightmare before Christmas) che non può lasciare indifferenti, tanta è la raffinatezza e la misura che lo contraddistingue. Nella casa-doppelganger di Coraline, nel lato oscuro che è costretta ad attraversare, c'è annidata una Forza nascosta che si nutre di affetto, disperatamente sola ed egoista nella sua domanda bulimica di amore e perfezione. Ma ogni perfezione nasconde un'anima marcia, sembra suggerire Gaiman ai suoi giovani lettori (non dimentichiamo che almeno nominalmente, il libro è destinato ai ragazzi), e i distratti genitori di Coraline, figli della new economy afflitti da neotenia galoppante, hanno dalla loro parte almeno (?) il calore della vita e della verità. La favola regala una galleria di splendidi personaggi, momenti di poesia, di tenerezza, di malinconia struggente e dannatamente inglese, ma anche attimi di gelida paura, il che ha portato all'estero più di una associazione moralista e di un pedagogo parruccone a bollare Coraline come diseducativo e pericoloso. Come hanno fatto questi soloni a dimenticare le favole con le quali siamo cresciuti? Le storie di streghe, cannibalismo, abbandono di neonati, pozioni avvelenate e principesse in coma che sono alla base della nostra cultura storica? In quale angolo abbiamo nascosto la sofferenza, con quale Gled assorbiodori abbiamo coperto il puzzo della corruzione, a quale prezzo abbiamo rimosso la morte dal mondo edulcorato e fuorviante dei cartoni televisivi che inoculiamo ai nostri cuccioli? Accompagniamoli a fare una passeggiata nell'orrore che si nasconde oltre la porta (e, naturalmente, oltre lo specchio) della casa di Coraline: non potrà far loro altro che bene.

 

 

 
 
 
 
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