Da che parte stare

Da che parte stare
Giovanni e Paolo sono nati nella stessa città, Palermo, nello stesso quartiere, la Kalsa, a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Vent’anni fa entrambi, a poche settimane l’uno dall’altro, sono stati assassinati dalla mafia che combattevano e che hanno combattuto fino alla morte. Da ragazzini si incrociano, ma non sono amici. Amici profondi lo diventano quando si ritrovano a lavorare come magistrati nella stessa Procura di Palermo. Di loro si è scritto e detto tanto: sono stati analizzati i loro metodi di indagine, l’ambiente in cui operarono, le dinamiche degli attentati. Il libro non parla di queste cose, indugia invece su qualcosa che è sempre rimasto in sordina, e che è stato possibile approfondire grazie alle testimonianze delle sorelle dei due giudici. Maria Falcone e Rita Borsellino ricordano momenti familiari anche intimi, ricostruendo la vita di due ragazzi “normali” all’interno di famiglie che sapevano (e sanno tuttora) dare valore a ciò che conta davvero nella vita e nel rapporto con gli altri. Rita Borsellino racconta che quando Paolo incontrava per la prima volta un mafioso incarcerato, non lo interrogava sui reati commessi, ma gli domandava invece quali giochi faceva da bambino, chi erano i suoi compagni, certo che ciò che scegliamo di essere nella vita abbia radici profonde nelle esperienze legate all’infanzia. Seguendo la stessa convinzione, Alberto Melis ci racconta i due giudici così, prima bambini e poi ragazzi: abitudini, passioni, letture, amicizie...
Storie di oggi esce proprio a vent’anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio dove, insieme a Falcone e Borsellino, morirono altre persone che avevano scelto di essere servitori dello Stato. È la prima storia dedicata all'adolescenza e alla gioventù dei due giudici. E Alberto Melis sceglie di raccontare la loro storia di ragazzi che già sapevano però da che parte stare ai ragazzi che non erano ancora nati ai tempi delle stragi, ma che oggi vogliono capire e scegliere la parte giusta del mondo per cui impegnarsi e lottare. Lo fa in veste di giornalista, ascoltando i ricordi e le parole delle due preziose testimoni, trascrivendo una cronaca di fatti realmente accaduti. Un libro che dovrebbe essere diffuso in tutte le scuole, per aiutare gli insegnanti che vogliono avvicinare i ragazzi per la prima volta a quelle vicende, sicuri dell'importanza per il messaggio che possono trasmettere.

 

 

 

 
 
 
 
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