Di chi è questa zampa?

Di chi è questa zampa?
È notta fonda. Tutti i cuccioli sono a nanna. E infatti Tartaruga, Pipistrello, Polipo, Corvo e Capretto dormono beati sulla stessa amaca. Ma si sa come va a finire in questi casi. All’improvviso Tartaruga apre gli occhi. “Ehi,” bisbiglia. “Avete sentito anche voi?”. La curiosità ha la meglio sulla paura e i cinque, quasi a tentoni perché non si vede a un passo, si avviano, non proprio spavaldi, verso il buio e l’ignoto. Chi li ha svegliati è lì vicino ma non si distingue bene nell’oscurità. A turno si accostano alla misteriosa creatura per capirci qualcosa e ognuno di loro, basandosi su un particolare diverso, immagina di trovarsi di fronte a un esponente della propria specie, ma di dimensioni ciclopiche. Il “mostro” non è altro che un elefantino insonne che non perde l’occasione per prendersi gioco dei suoi amici fifoni. Ma la paura è un sentimento molto contagioso…
Paura e immaginazione rappresentano un binomio classico. La paura attinge direttamente all’inconscio e si sa che che l’inconscio è un tipetto a cui non manca certo la fantasia. Quale migliore occasione di una notte buia, senza luna e senza stelle, per metterlo alla prova? Nei giochi i bambini ricorrono spesso al buio per ricreare, in gruppo, quell’ebbrezza che sperimentano, da soli e senza controllo, nell’oscurità della loro stanzetta o durante la passeggiata quando, per un attimo, perdono di vista i genitori. I cuccioli protagonisti di Di chi è questa zampa? invece sono letteralmente sbalzati nella dimensione della paura (la caduta dall’amaca). Finché restano assieme la presenza degli altri contiene le fantasie inconsce nei limiti della realtà (da dove viene il rumore che ha sentito Tartaruga). Non appena i membri del gruppo si separano però, il contatto con le cose conosciute si interrompe e il potere creativo dellla paura non ha più ostacoli, si sbizzarisce con le proporzioni (e le sproporzioni), confonde il diverso col simile e partorisce le creature minacciose eppure familiari che popolano le pagine del libro. Quando si dice che il buio della ragione genera mostri… Di chi è questa zampa? è anche un riuscitissimo esercizio di stile tipografico. La copertina nera serigrafata è puro godimento per gli occhi. Nell’interno, su un elegante carta nera patinata opaca si librano nitide le sagome degli animali, colorate in modo diverso come in un collage di tessuti. Dal buio profondo della pagina emerge uno sfavillante caleidoscopio di colori…

 

 

 

 
 
 
 
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