Diario di un gatto con gli stivali

Diario di un gatto con gli stivali
Avete mai conosciuto la vera storia di Cappuccetto Rosso? No, non quella in cui un cacciatore arriva per salvarla, uccide il lupo e gli riempie la pancia di sassi. Quella contiene tante, tantissime fandonie. A dirlo è un “contastorie” che appare in piazzetta di fronte dei bambini entusiasti, che lo riconoscono subito, e si mettono in ascolto. La vera storia di Cappuccetto Rosso è quella che racconta la verità su chi fossero realmente questa ragazzina dalla mantella cangiante e il cacciatore, come mai l'apparente dolce donzella non si fosse spaventata alla vista del lupo e la nonna non si fosse barricata in casa, dato che viveva da sola. Erika è una giovane principessa annoiata, insoddisfatta della propria vita e che dalla sua stanza non esce quasi mai. Sta a giornate a guardare dalla finestra, all'orizzonte e sogna, sogna che un giorno un principe la porti via di lì. Il padre sarebbe disposto a far di tutto pur di realizzare i suoi desideri, anche far addormentare tutti per cento anni e restare il solo ad invecchiare in solitudine. Dal diario del gatto con gli stivali si legge che del suo padrone - il figlio più piccolo del mugnaio - non gliene importa un granché, a lui interessa solo poter diventare il gatto di corte e l'unico modo è quello di far sposare il suo padrone con la figlia del re. E i gatti, si sa, quando vogliono raggiungere un obiettivo, sanno come fare, a costo di sacrificare la pelle degli altri. Ma un giorno i bambini non si presentano di fronte il contastorie e lui non può fare a meno di chiedersi perché...
Diario di un gatto con gli stivali - titolo del libro, ma anche di uno dei racconti ivi contenuti - è una raccolta di fiabe dal finale ambiguo, diverso da quello conosciuto a livello nazional popolare, perché niente è come sembra, anche se alla fine “i bambini vivono di favole e non credono alle bugie del mondo”. Per fortuna, potremmo dire. Le fiabe della prima parte son collegate tra loro dall'iniziale comparsa di un contastorie che arriva nella piazzetta dove sono radunati i bambini e comincia ad insinuar loro dei dubbi sulle verità/falsità contenute in Cappuccetto Rosso. Poi, nei capitoli successivi, l'accento si sposta sulle fiabe vere e proprie - quelle dei fratelli Grimm e di Perrault - con inserimenti personalizzati, stravaganti, inusuali, ma mai casuali. Le fiabe riscritte da Roberto Vecchioni conservano, anzi aumentano il loro fascino, proprio per i tratti originali che sono stati inseriti e una volta capito che ogni fiaba, fin dal titolo, fa storia a sé l'appetito vien mangiando. Impossibile non arrivare alla fine.

 

 

 

 
 
 
 
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