E con Tango siamo in tre

E con Tango siamo in tre
Se vi capita di andare allo zoo di Central Park, perché non andate a vedere la vasca dei pinguini? Lì, confusi tra i quarantadue pinguini antartici (che hanno una bellissima linea di piume nere intorno al becco), troverete Roy e Silo, due pinguini molto speciali. Sono due maschi, ma hanno sempre fatto tutto insieme. Giocano insieme, camminano l’uno accanto all’altro, cantano insieme… Quando Roy si tuffa Silo lo segue e nuotano nelle acque della grande vasca. A loro non piacciono le femmine, stanno bene così come sono. Un giorno il custode dello zoo li vede e capisce che si vogliono bene. Gli dispiace però che non possano covare le uova come tutti gli altri: ogni giorno faticano per costruire un nido di sassi e stanno ore e ore a covare. Che tristezza vedere che alle altre coppie nascono i piccoli, mentre dal loro sasso non nasce nulla! Per fortuna al signor Gramzay viene un’idea: perché non dare a Roy e Silo l’uovo che Betty e Porkey hanno abbandonato? Il custode lo depone nel nido. Cova, riscalda, coccola… fino a quando si sente un debole pigolio. Pio, pio, pio… Pian piano il guscio si rompe ed esce un piccolo pinguino. Si chiamerà Tango, “perché per fare un Tango bisogna essere in due”...
Ecco arrivato anche in Italia l’albo sulla storia realmente accaduta dei due pinguini gay, nonostante i pronostici secondo cui nessun editore avrebbe avuto il coraggio di pubblicarlo. Stampato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2005, è stato un caso editoriale quanto mai controverso e spinoso. Addirittura, secondo le statistiche dell’American Library Association, And Tango makes three (titolo originale) è stato il libro più censurato di tutto il 2009; è sufficiente sbirciare in uno dei tanti blog d’oltreoceano per vedere le decine di commenti pro e contro: genitori infuriati, associazioni gay che esultano, biblioteche costrette a nasconderlo, maestre indignate, giudizi da parte delle istituzioni… Da un lato può anche far piacere vedere quanta attenzione sia stata data a un libro (visto quanto poco generalmente si parla di libri), ma è spaventoso vedere l’accanimento che si è manifestato nei confronti di un albo così innocente. A parte il fatto che tutto ciò è accaduto nei liberalissimi e democraticissimi Stati Uniti (se fosse accaduto nella cattolicissima Italia ci avrebbero etichettato come i soliti “conservatori e chiusi di mente”), ma già da diversi anni vengono tranquillamente pubblicati libri che trattano il tema dell’omosessualità e non si capisce perché proprio in questo caso si dovrebbe scatenare un tal pandemonio. È vero che solitamente si parla di questo argomento agli adolescenti, ma perché non spiegarlo anche ai più piccoli? Va bene, prendiamo le dovute precauzioni e spieghiamolo in maniera soft, così anche i più tradizionalisti si sentono tranquilli, ma perché non parlarne? In una società che si suppone moderna ed emancipata, in cui finalmente si dovrebbe aver capito che la dignità di una persona va riconosciuta a prescindere dai suoi gusti sessuali, non si dovrebbe vietare ai bambini di conoscere questa realtà. Oltretutto non dimentichiamo che sono molto più liberi e decondizionati degli adulti, hanno capacità di apprendimento e flessibilità di gran lunga superiori, e di certo sono i primi a non scandalizzarsi se leggono che Tango ha due papà. Tanto più che anche se si volesse nascondere l’esistenza degli omosessuali, con tutto il parlare che se ne fa alla televisione e nei discorsi quotidiani, chi si crede di ingannare? Prima o poi sentono qualcosa, per cui tanto vale cercare di parlarne nel modo migliore. E sicuramente l’albo in questione è adattissimo. Voci autorevoli l’hanno definito incantevole, delizioso, commovente e non si può dar loro torto: basta guardare le espressioni di Roy e Silo, allegre, pensierose, stupite, così complici e affiatate, per innamorarsi a prima vista di questo racconto. Henry Cole traduce con delicatezza e partecipazione la storia dei due pinguini, usando forme e colori morbidi e leggeri, illustrando un passo dopo l’altro la loro devozione verso l’uovo. La voce è data dai due scrittori (rispettivamente professore e commediografo) Justin Richardson e Peter Parnell, voce dolce e sincera che non mancherà di stupire e commuovere.

 

 

 

 
 
 
 
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