Eugenia l'ingegnosa

Eugenia l'ingegnosa
Da qualche parte, in mezzo al mare, c'è l'Isola dei Nascondoni, ignota ai più. Vi abitano Eugenia, Nicola e i genitori. Eugenia e il fratellino spesso si recano sulla riva del mare a rimirare l'orizzonte lontano e soprattutto l'Isola di Nonsodove, che un poco si vede e un poco non si vede, perché per gran parte dell'anno è nascosta dalla nebbia. Eugenia vorrebbe raggiungere quell'isola misteriosa, anche se gli adulti le dicono che si tratta solo di un miraggio infantile: l'isola di Nonsodove in realtà non esiste, sostengono, corrisponde solo a un sogno bambino che, con l'età matura, è giusto avere abbandonato. Eugenia però è convinta che quel luogo lontano esista davvero ed elabora un piano per raggiungerlo. Insieme a Nicola, dapprima titubante, poi entusiasta, costruirà una serie di ponti, di scoglio, in scoglio, per poter infine raggiungere l'Isola di Nonsodove e poter dimostrare la sua realtà. L'impresa non è semplice e richiede, oltre all'ingegno, che ad Eugenia non manca, anche una serie di fortunati aiuti. Quando alla fine, insieme a Nicola, raggiungerà le sponde di Nonsodove, non solo ne avrà confermata l'esistenza, ma farà anche una serie di incontri, interessanti e gioiosi.

Nata su iniziativa di un gruppo di architette e ingegnere svizzere, la storia di Eugenia può essere posta a pieno titolo tra quelle contro gli stereotipi di genere. L'autrice, attraverso questo racconto fantastico, spiega alle bambine che il suo è un mestiere bellissimo e che l'architettura e l'ingegneria non sono studi e mestieri "da maschi", ma ambiti e passioni ben adatti a tutte le persone in gamba, senza distinzione di genere. Sul sito della Societé suisse des ingénieurs et des architectes, della quale l'autrice fa parte, si spiegano gli intenti di questa piccola pubblicazione e si afferma, tra l'altro: "l'obiettivo è di giungere all'uguaglianza delle possibilità per le donne e per gli uomini nelle professioni tecniche e anche quello di incoraggiare la scelta di professioni tecniche specialmente da parte delle ragazze che vi sono ancora presenti in assoluta minoranza". La metafora del costruire ponti, poi, trasmette anche un altro importante messaggio, quello della necessità di costruire legami e possibilità di conoscenza reciproca tra gli esseri umani, specialmente tra coloro che ci sembrano diversi e lontani.

 

 


 

 

 

 

 
 
 
 

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