Facciamo che io ero?

Facciamo che io ero?
A tutti i bambini piace giocare. Giocare con qualsiasi cosa e in qualunque modo. Quando la fantasia è davvero libera di esprimersi allora ci si può trasformare, travestendosi fino a diventare un altro. E per farlo è sufficiente un pezzo di stoffa, un oggetto comune, un sacchetto di plastica. Basta un attimo per trasformarsi in Superman. Per essere Superman. Con della sabbia e delle formine si diventa pasticcere. E che dire delle pentole e dei mestoli che si trasformano in una batteria? Il massimo del divertimento è, però, trasformarsi in compagnia degli amici: tra fate e principesse, pirati e supereroi, sedioline colorate che si tramutano in un magico trenino, la scuola diventa un nuovo mondo, tutto da scoprire. E anche quando arriva in classe un nuovo amico, quella sua strana sedia con le rotelle si trasforma presto in una speciale locomotiva…
Con grande leggerezza Anna Baccelliere riesce ad affrontare e comunicare in maniera semplice ed efficace la disabilità. E non solo. Il racconto, pur nella sua brevità, narra anche il bisogno di creatività e fantasia dei più piccoli, mostra il pensiero libero dei bambini, svela l’importanza della presenza adulta che stimola e guida e, sottovoce, sottolinea che la scuola dovrebbe essere il luogo privilegiato per esprimersi e confrontarsi, per imparare a capire il mondo. Un libro delicato destinato ai più piccini ma che certamente parla agli adulti. Belle le illustrazioni che sorreggono e accompagnano il testo rendendolo ancora più accattivante: Liliana Carone non delude (piuttosto si conferma e sorprende) con le sue immagini che con forza evocativa parlano al lettore. Gustoso e stuzzicante, da leggere “in un boccone”.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER