Favolare

Favolare
C'era una volta Proverbio, chiamato dalla madre Proverbicino dal tanto era piccolo; era il più bravo della classe perché sapeva tutto ed aveva la risposta pronta per ogni argomento... C'era una volta un lupo cattivo e prepotente che un giorno decise di camuffarsi da pecora per poter entrare liberamente nel recinto e mangiarsi tutte le pecore, ma non aveva fatto i conti con il pastore... C’era una volta Gattenmaier, un gatto molto cattivo, padrone di una fabbrica di formaggi e di moltissimi topi operai, che sfruttava fino allo sfinimento. Ma al topolino Alfredo proprio non riusciva di stare fermo, e ballava sempre... E ancora, c’era una volta Giovanna, una pecora nera che amava stare da sola a leggere i ritagli di giornale invece che stare con le altre pecore; un giorno incontrò Attilio, una mosca bianca vegetariana...

Quattro favole che vengono raccontate prendendo spunto da proverbi e antichi modi di dire. Una narrazione semplice che racchiude, proprio come nelle favole della tradizione classica, anche una morale. La ritroviamo alla fine di ogni racconto: poche righe che sintetizzano il significato della storia e che forniscono al bambino un insegnamento. “Favolare“ per gli autori vuol dire raccontare favole e dunque far volare la fantasia per permettere ai più piccoli di conoscere le tradizioni del passato e, nello stesso tempo, di imparare a guardare al futuro. Scrivere un testo per bambini non è facile. Gli albi illustrati utilizzano un linguaggio semplice ma accurato ed è decisiva la qualità delle illustrazioni. Chi scrive per bambini si (pre(occupa) dei bambini, pensa da bambino, parla al bambino. Le favole con la morale ormai faticano a catturare il piccolo ascoltatore perché è cambiato il modo di pensare e il mondo intorno a noi. L'idea di partire da antichi proverbi (ancora oggi utilizzati) come spunto per raccontare storie è originale, ma i testi presentati risultano confusi: troppo infantile il linguaggio utilizzato, il testo è lento, a tratti banale e con rimandi ad uno slang popolare ormai fuori moda. Difficili alcuni riferimenti extratesto come il topo Gattieux che ricorda un famoso stilista (ma è un accenno che soltanto le mamme possono comprendere). Le illustrazioni e l'impaginazione appesantiscono ulteriormente la lettura invece di arricchirla. Perché mai aggiungere una spiegazione, con giudizio personale, alla fine di una storia? Perché i bambini, in quanto bambini, dovrebbero sentire il bisogno di un senso esplicito in ogni cosa, favole comprese? Non basta la lettura, intesa come piacere puro di leggere e di ascoltare?

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER