Favole al telefonino

Favole al telefonino
“C’erano 2 bambine sotto 1 tavolo. Rannocchiamoci, dissero. Subito diventarono 2 ranocchie. Volevamo dire RANNICCHIAMOCI! urlarono. Ma si sentì solo CRAC CRAC!”... E, poi, c'era una Strega nel bosco che morì dallo spavento per un bimbo (BUH!) che bussava alla sua porta... E, ancora, c'erano un Pirata che senza troppi sforzi convinse un bimbo a seguirlo, nonostante il richiamo della mamma e della cena calda in tavola... E poi c'era una fata che cercando l'amore baciò una foglia che non era; baciò un sasso che non era; poi, un fungo velenoso, sul quale ingannata indugiò, indugiò, indugiò...
E avanti così per tredici Storie Molto Succinte. Tredici SMS.  E nessuno si stupirebbe se un bimbo sfogliando  questo libro di Fabian Negrin chiedesse spiegazioni alla sua mamma: “Ehi mi si sono ristrette tutte le storie! Non è che hai fatto una centrifuga assassina delle tue?”. In fondo non sono altro che favole condensate e ridotte a 160 caratteri (lo spazio di un SMS).  Favole al telefonino è un interessante omaggio dell'autore e dell'editore Orecchio Acerbo, nell'anno di Rodari, al suo illustre antenato Favole al telefono, e del ragionier Bianchi conserva velocità, brevità, intelligenza e contemporaneità del mezzo. Nessuna paura per il linguaggio che non subisce la stessa metamorfosi toccata alla nostra lingua scritta da quando spopola negli SMS. Piuttosto si tratta di aforismi dai toni dissacratori, sarcastici, surreali e dal contenuto familiare alla tradizione favolistica (più o meno ci sono tutti: lupi, streghe, pirati ...). Le parole, necessariamente dosate, sono più che sufficienti per prendere i grandi classici, così come il quotidiano, e rivoltarli prima di metterli in lavatrice con un programma di lavaggio inappropriato. L'inchiostro (nero, azzurro e ocra) abbonda, quasi a fare da contrappunto alla parsimonia con cui sono usate le parole. E Negrin –  illustratore argentino in Italia da 20 anni, tanto produttivo e versatile quanto premiato –  ci stupisce ancora una volta. Lo fa con un segno definito, compatto ed essenziale che gioca sui contrasti, ad esempio quello tra il positivo e il negativo delle immagini, quasi a fare da didascalia al rovesciamento degli stereotipi tipici della favola classica che caratterizza il libro. Se non bastasse tanta abbondanza di creatività, c'è spazio anche per quella del lettore, che può cimentarsi in un 'racconto' condensato in 160 caratteri e inviarlo via sms al 3474858951, ricevendo in cambio (via SMS naturalmente) la 14esima favola "C’era una principessa che cantava con voce d’usignolo".

 

 

 
 
 
 
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