Fiabe con i baffi

Fiabe con i baffi
Tanto tempo fa... Quando? “Quando il cielo forse era più grande”, o “quando il mare forse era più salato”. O “quando ancora non si sapeva che due più due fa quattro”; “quando molte cose forse non erano come adesso”, “le galline sapevano fischiare” e “gli animali parlavano e suonavano”. Così tanto tempo fa, c'erano lupi, volpi, galli e galline, asini, gatti e oche; pecore, topi e un coniglio con le orecchie corte e la coda lunga. Tanto tempo fa, il lupo e la volpe formavano una coppia imbattibile, il gatto e il topo nascondevano assieme il lardo per l'inverno e le api assaggiavano le principesse. Così tanto tempo fa, però gli animali imbrogliavano, mangiavano e si vendicavano forse anche più di oggi.
Nel repertorio tradizionale dei Grimm, riscritto da Giusi Quarenghi, e illustrato da Anna Curti, una serie di sette fiabe di animali, la maggior parte poco note, fino a quella un più famosa dei Musicanti di Brema. Fiabe crudeli, in cui si viene mangiati e in cui chi vince, quasi sempre, è il più furbo, ben lontane da regni incantati ed edulcorati, adatti alla pubblicità piuttosto che alla fantasia. Il volume è un riuscitissimo esempio di come rendere ancora una volta fresche ed accattivanti le storie di uno dei più classici repertori. Illustrazioni accurate, a misura di bambino ma non banali, e un testo in cui si coglie il gusto del racconto ad alta voce, della lettura ripetuta, che non evita le rime e che anzi sembra composto in primo luogo proprio per suonare bene. D'altronde non potremmo aspettarci niente di meno da Giusi Quarenghi. E anche se, in fin dei conti, non si tratta di niente di più che d'un libro di fiabe, non si rinuncia a sperimentare una narrazione convincente: nel testo (il già citato espediente degli incipit variati è solo un esempio) e nelle immagini (come non sorridere di fronte alle oche con le scarpe ai piedi, o al cane batterista con l'orecchino?). Un libro di formato grande che potrà essere adatto ai bambini che imparano a leggere ma anche – e forse soprattutto – a quelli che le fiabe le sentono per la prima volta, e che poi le vorranno ascoltare ancora e ancora...

 

 

 
 
 
 
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