Figlio della Fortuna

Figlio della Fortuna
"Mi chiamo Blaise Fortune e sono cittadino della Repubblica di Francia. È la pura verità". C’è forse differenza tra inventare una bugia e raccontare una storia? Non importa. Importa solo che Kumail ora è sano e salvo, e vive in Francia, nella patria dei diritti umani. Alle spalle ha un viaggio lunghissimo e pericoloso, che lo ha portato con mezzi di fortuna a percorrere migliaia di chilometri, dalle montagne del Caucaso fino al cuore di Parigi. Alle spalle ha un elenco infinito di persone che ha conosciuto e amato, milioni di parole, lacrime e promesse. Non ha una famiglia: sua madre è Jeanne Fortune, cittadina di Mont-Saint-Michel, da cui è stato separato nel corso dell’attentato ceceno che ha fatto deragliare il treno. Ne ha preso il posto una donna alta e bruna, con un po’ di ciccia addosso e con un sorriso contagioso. È Galya, Galya Bohème. È lei che gli ha insegnato a non aver paura, ad andare sempre avanti verso nuovi orizzonti e a non perdere mai la disperanza. Con lei ha vissuto infanzia e adolescenza, lavorando e viaggiando in cerca di un posto sicuro dove stare, di una vita migliore. È lei che tutte le sere gli ha raccontato la sua storia, regalandogli quella famiglia fantomatica e ideale che da sempre lo accompagna: il nonno Vassili con i lunghi baffi a punta, i cinque fratelli, Fotya e Oleg con le spalle da atleti, Anatoli dagli occhiali spessi, Efrem ricciuto come un agnello e Dobromir col sorriso da angioletto. È con questa eredità che Kumail affronta giorno dopo giorno il freddo, la fame e la fatica. Lui e Galya scappano dal Caucaso, dalla guerra e dalla lotta armata. Sarà un lungo viaggio, che lo porterà a percorrere le strade della vita, a crescere e a capire che non sempre la verità è come l’abbiamo conosciuta. Un viaggio alla ricerca di se stesso e delle proprie radici, per scoprire che, in fondo, la verità la sapevamo già. Si deve solo andare avanti, verso nuovi orizzonti.
Ecco una storia luminosa, come quelle che solo Anne-Laure Bondoux sa raccontare. Dopo il successo di Le lacrime dell’assassino e La vita come viene, il Figlio della Fortuna ci regala una nuova fiaba contemporanea, terribilmente vera, terribilmente profonda. Attraverso una prosa fresca e leggera, con personaggi e ambientazioni quanto mai realistici e vivi, l’autrice francese ci narra qui l’avventura di un ragazzino ceceno catapultato in Francia, scappato dalla fame e dalla guerra, una storia di vita comune travolta dalla Storia con la S maiuscola. Ancora una volta sono i più indifesi a pagarne le conseguenze, i bambini. Ma inaspettatamente sono proprio loro a resistere e ad affrontare le difficoltà con una forza e una fiducia che noi adulti non avremmo potuto trovare. Dal Diario di Anna Frank a Nel mare ci sono i coccodrilli, l’ultimo libro di Fabio Geda, abbiamo scoperto che è solo con la semplicità e l’innocenza degli occhi di un bambino che il mondo si colora di speranza. E così il sottile confine che separa la letteratura per ragazzi da quella per adulti viene finalmente infranto, e queste storie entrano a far parte di un patrimonio comune che ci arricchisce e ci fa crescere, qualunque sia la nostra età. Kumail come Enaiatollah, due ragazzini che affrontano il mondo da soli, senza nient’altro che un bagaglio di sogni e di coraggio; oltre le montagne, al di là del mare e dei confini, trovano la libertà e una vita dignitosa, così come dovrebbe essere normale per ogni bambino. Storie vere o inventate? "Le migliori storie sono quelle che ci passano accanto", confida la Bondoux nella sua ultima visita in Italia (al festival di Mantova). E così al semaforo o sull’autobus chissà quante volte ci è capitato di incontrare lo sguardo di un Kumail, di una Galya o un Enaiatollah, sfuggiti dalla miseria per approdare nei nostri paesi. Senza cadere in descrizioni crude e sanguinose, Geda come la Bondoux hanno saputo raccontare le tragedie della vita attraverso le emozioni dei due protagonisti, con leggerezza e trasparenza, creando un contrasto struggente tra una realtà di miseria e la visione solare di un ragazzino. Un libro che tutti dovrebbero leggere.

 

 

 
 
 
 
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