Fu’ad e Jamila

Fu’ad e Jamila
Fu’ad e Jamila, mano nella mano sulla riva, con il naso solleticato dal profumo salmastro dell’aria, sognano l’orizzonte che al di là del mare presto raggiungeranno, “la terra dove tutto è possibile, là dove la notte non esiste e il cibo non manca”. Là dove crescere con dignità il piccolo che stanno aspettando. Non sono i soli a sognarla, c’è tanta gente radunata sulla spiaggia per lo stesso motivo e che all’urlo di un uomo salgono sulla vecchia barca arrugginita. Un ultimo sguardo alla battigia e addio terra, addio profumo di casa. La notte è umida e fredda, la barca dondola e scricchiola tra onde che si fanno sempre più grandi e nere. La pioggia comincia a scendere battente, i fulmini squarciano il cielo, luci taglienti che illuminano i corpi caduti in acqua, grida, terrore, freddo, nero…
Fu’ad e Jamila è un signor albo illustrato in cui testo e illustrazioni si potenziano a vicenda. Espressivo e ricco il primo, intense e suggestive le seconde, capaci assieme di arrivare al punto senza scadere nella facile retorica spesso legata al tema dei migranti in fuga e degli sbarchi clandestini. La storia di Fu’ad e Jamila nasce nel 2011 come quaderno d’animazione della Caritas Italiana con un desiderio ben preciso: spiegare ai bambini cosa stava accadendo a Lampedusa così come in altri luoghi che accolgono migliaia di disperati in fuga da guerra e povertà, “affamati di sogni, di vita, di pane”. Il quaderno è oggi diventato un libro, un libro prezioso che stimola domande, commuove, fa arrabbiare, fa sperare.

 

 

 
 
 
 
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