GattoBrutto

GattoBrutto

A casa della signora Franca vivono GattaMamma e i suoi quattro gattini. Furibonda che assomiglia ad una tigre perché ha il pelo a strisce rosse e il muso bianco ed è molto elegante; Lillo che ha il pelo folto e morbido ed è un vero coccolone; Pitò che è il più piccolo ed è molto carino; GattoBrutto che ha il pelo nero "ispido, ingarbugliato, aggrovigliato, indomabile e disordinato" e si sente invece davvero brutto. È per questo che una domenica mattina, triste e solo, decide di uscire di casa senza farsi vedere da nessuno. Durante la passeggiata in giardino si ritroverà ad accogliere nel suo pelo un uccellino nel nido, una rosa, una chiocciola e persino il topolino Pepè, che sta scappando dalle grinfie del gatto del vicino di casa. Una volta tornato a casa, inaspettatamente, avrà doni per tutti ed un nuovo amico con cui giocare proprio grazie al suo pelo ispido che, a quel punto, non sarà più un difetto bensì una caratteristica positiva...

GattoBrutto pensa che avere un pelo arruffato significhi non meritarsi affetto e coccole dalla sua famiglia e crede realmente di essere molto brutto. È molto insicuro e teme di non piacere agli altri, soprattutto ai fratelli e alla madre, al punto di decidere di andarsene di casa per un po’. Capita a tutti di provare qualche volta lo stesso timore del protagonista della storia; sentirsi diversi fa parte di un percorso di crescita che ogni bambino deve affrontare. Può risultare difficile accettare la propria diversità e comprendere che in realtà si tratta anche della propria identità, eppure il confronto con gli altri può rivelarsi un aiuto inaspettato per imparare a conoscersi meglio e, soprattutto, ad amarci per come siamo. Una storia semplice per raccontare a bambini a partire dai quattro anni il tema della diversità e dell’accettazione di sé attraverso illustrazioni molto grandi realizzate con colori ad acquarello. Gli interni della casa sono raccontati da dettagli teneri e colorati che esprimono un contesto familiare sereno. Il testo scritto in stampatello maiuscolo consentirà al lettore più grande di leggerlo anche in autonomia. Silvia Oriana Colombo, milanese, è stata critica cinematografica, insegnante di storia del cinema ed educatrice presso una cooperativa sociale. Da pochi anni ha iniziato a lavorare come illustratrice ed ora ha all’attivo alcuni albi illustrati anche con altri editori.



 

 

 

 
 
 
 

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