Ghostgirl - Il risveglio

Ghostgirl - Il risveglio
Charlotte Usher è morta. Una caramella a forma di orsetto rosso è stata il suo assassino. Il luogo del delitto, la sua classe. Il posto, forse, dove Charlotte ha sofferto di più durante la sua vita terrena. È l’ha uccisa molto prima del soffocamento avvenuto con l'orsetto di gomma. La Morte, si potrebbe dire, l'ha salvata almeno per un giorno con l’attenzione che le è stata riservata. Con la morte rinascono le sue speranze di ricominciare una nuova vita, quella ultraterrena. Ma “dall’altra parte”, non è proprio tutto rose e fiori come immaginava. Trova una classe intera di ragazzi della sua scuola morti prematuramente, tutti intenti a frequentare corsi nella scuola ultraterrena. Trascorso un anno, Charlotte si diploma e ottiene la promozione per accedere all'Aldilà vero e proprio. Prima però dovrà partecipare ad uno stage presso un centralino dedicato a ragazzi con difficoltà. I ragazzi in questione sono quelli ancora in vita. Ma come può una ragazza che nell’esistenza terrena non ha saputo risolvere i propri problemi, risolvere quelli altrui? Il suo telefono è infatti perennemente muto, perché nessuno vuole parlare e fidarsi di lei. Un giorno però il telefono finalmente squilla. È Scarlet, la sua migliore amica ancora in vita, che chiede aiuto per l'acerrima nemica scolastica di Charlotte, Petula. La ragazza ha contratto un'infezione da stafilococco dopo una pedicure ed ora è in fin di vita. Per Charlotte si crea un vero e proprio dilemma morale: salvare o no la persona che più l'ha fatta soffrire nella vita? Peccato che solo attraverso questo “buona azione” Charlotte potrà ottenere il prezioso lasciapassare per il Paradiso...
Secondo romanzo della scrittrice americana Tonya Hurley, e non è certo meglio del primo. Per questo libro vale purtroppo il detto "non giudicare il libro dalla copertina", e la copertina è decisamente meglio del contenuto. La Harley offre ai lettori un'altra storia tortuosa, ancora più difficile da seguire rispetto al prequel, e ciò e soprattutto dovuto al fatto che l’autrice si concentra sui dialoghi piuttosto che sulla narrazione della trama. Si perde il filo con molta facilità e, soprattutto, le cose avvengono senza che il lettore se ne accorga. Dipenderà forse dal fatto che la scrittrice è anche regista con quello che ne deriva rispetto al focus del racconto, ma il lettore non perdona e l'effetto confusione resta grande problema del libro. Per non parlare della piattezza dei personaggi. I dialoghi intensi sembrano l'unico modo con cui la Hurley cerca di svilupparli, rifiutando quasi del tutto l’opzione descrittiva, e non si scampa agli stereotipi. Troviamo una protagonista problematica e isolata, quasi impossibile da mettere in relazione con gli altri, e la sua antagonista che è un bullo affamato di gloria e popolarità. Accanto a loro si fa luce la forte irregolarità caratteriale di Charlotte, che, pur essendo una persona debole e timida, vittima delle angherie del resto dei personaggi, non perde occasione ricollegarsi alle tante correnti e mode punk ed emo che hanno impazzato in questi ultimi anni. "Una storia di fantasmi che piacerà da morire ai fan di Tim Burton e Edgar Allan Poe" leggiamo in quarta di copertina, ma è un’illusione. Aperto il libro ci si renderà conto, infatti, di trovarsi in territori del tutto diversi, in cui si assiste alla spettacolarizzazione della morte, usata come pretesto narrativo per una prosa frammentaria, poco articolata. I riferimenti al “pop”, cantanti, marchi e slang adolescenziale, sembrano messi lì a bella posta per far apparire il libro il più cool possibile. Se c’è una cosa da salvare è il design: curato in ogni dettaglio, dalla copertina alle decorazioni di pagina, al formato stretto e lungo, che fa pensare a una bara che, una volta aperta, avrebbe dovuto rivelare il vero spirito di Charlotte.

 

 

 
 
 
 
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