Gli spaesati - Les Dépaysés

Gli spaesati - Les Dépaysés

Capita a molti animali di trovarsi a dover affrontare un viaggio che li porta lontano dal loro paese d’origine. Così i rimpianti si mescolano alle attese, la nostalgia lascia il posto alla curiosità per nuovi colori, sapori, possibilità di lavoro e di incontro! Non è facile ambientarsi in Islanda per il bradipo Angel: dopo aver percorso un sacco di strada – persino troppa per la sua natura e le sue dita corte – adesso gli tocca scappare veloce ogni volta che un vulcano minaccia di eruttare. Oppure no. Eccolo abbracciato ad un grande pietrone infuocato, volato in alto per l’esplosione! Haki il kiwi, invece, lascia ben volentieri la Nuova Zelanda, e di sua volontà. È un tipo sofisticato e trova il suo ambiente ideale a Hollywood (nonché ottimi aperitivi). Il pappagallo Beto parte dal Brasile con la sua voce stonata. Raggiunge il Tibet e scopre di avere un talento per declamare i mantra: chi l’avrebbe mai detto che il difetto che gli creava imbarazzo a casa, sarebbe qui diventato un prezioso dono? Il lama Paquito parte dalle Ande e si trova in Lapponia. È partito allegro, ma adesso un po’ si pente: ogni volta che sputa in alto, gli ricade sul muso una fitta pioggia di grandine. Il coccodrillo Bharat lascia il suo Gange perché l’acqua inquinata gli procurava un terribile eczema; ma nel deserto d’Arabia il clima è così secco che le lacrime di coccodrillo evaporano subito al sole...

È un bel catalogo di animali migratori (non per natura), quello che la poetessa Mia Lecomte e l’illustratore Andrea Rivola compongono insieme. Gli spaesati del titolo sono foche, lucciole, coccodrilli, stambecchi, colombe, cavallucci marini e persino formiche giganti... nessun animale è escluso – sembrano suggerirci gli autori – nemmeno l’animale uomo, che sempre più di frequente si trova a dover lasciare il proprio paese d’origine per un altro. Che cosa accade a chi si spaesa? Situazioni impreviste e diverse, sorprese e fatiche, novità che scatenano entusiasmi e malinconie, soprattutto che mettono in gioco, necessariamente, tutte le risorse di adattamento. Mia Lecomte racconta le storie di questi animali, migratori per necessità o per scelta, attraverso l’ironia e la ricercatezza delle sue rime, in italiano e in francese. Le illustrazioni, ispirate ai manifesti pubblicitari del primo Novecento, sono completamento elegante del testo. Progetto interessante, tematica attuale, tavolozza cromatica e linee piacevolissime agli occhi. Lettura da condividere con gli adulti perché forse rischia di non essere di immediata comprensione. Un approccio inconsueto e pieno di speranza ai temi della migrazione e del multiculturalismo.



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