Gli Ughi in: Io non c'entro!

Gli Ughi in: Io non c'entro!
Gli Ughi sono degli esserini che vanno sempre d'amore e d'accordo. Passano un sacco di tempo a chiaccherare e – ogni tanto, bisogna dirlo – qualche discussione animata nasce anche tra di loro. Proprio mentre è in corso una litigata come non se ne vedevano da tempo, fa il suo ingresso un Ugo di nome Gilberto. La discussione che sta osservando è veramente animata ma quando chiede ai suoi compagni il perché di tutto quel trambusto cominciano ad arrivare delle risposte che non sono proprio chiarificatrici: «È lui che ha cominciato!», «io non c'entro! È stato lui», «No, io no!»...
Quante volte vi è capitato di assistere ad una lite tra bambini, magari anche particolarmente violenta, e poi vederla risolversi un secondo dopo grazie ad una distrazione qualsiasi? Oliver Jeffers, bravo autore nord-irlandese di stanza a New York, riesce a spiegare con la sua disarmante semplicità questo incredibile potere dei bambini che farebbe molto comodo anche agli adulti. Protagonisti di Gli Ughi in: Io non c'entro! sono degli esserini tondeggianti, già al centro di altri due volumi, che assomigliano in tutto e per tutto ai disegni di un bambino quando vuole rappresentare una persona: un cerchio con gli occhi e una bocca, quattro linee al posto delle braccia e delle gambe. L'autore di questa storia però è talmente in gamba che riesce a rendere espressivi anche questi piccoli sgorbi, che racchiudono in loro la stessa tenerezza dei “Peanuts” di Charles Shulz. Ma, a differenza del celebre inventore di Snoopy, Jeffers fa muovere i suoi personaggi in uno spazio indefinito, spesso sulla semplice pagina bianca. Quasi a voler significare che, se c'è un mondo dove per fare pace basta proporre di andare a vedere una mosca stecchita – come succede ai nostri Ughi –, certo non è il nostro.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER